022 CRONOLOGIA STORICA Si posero in circolazione da miladueccnto milioni di assegnati. Inoltre si abolirono i corpi d’arti, i diritti d’ingresso dovuti alle barriere, e si soppresse ogni ordine di cavalleria, corporazione, decorazione o segnale che potesse supporre distinzioni di nascita o di prerogative. Fu decretata una costituzione che aveva a base la monarchia ereditaria, in cui il potere legislativo era affidato ad un’ assemblea di rappresentanti eletti dalla nazione, c attribuito al monarca il potere esecutivo, dichiarandone inviolabile e sacra la persona. Il re si recò il ¡4 settembre 1791 a cotest’assemblea, giurando l’accettazione solenne di tale costituzione, e il 3o del mese stesso egli terminò le sessioni dell’ assemblea costituente che aveva dichiarato nessun de’suoi membri poter essere rieletto per l’assemblea legislativa che doveva succedere in suo luogo. Assemblea, legislativa. Il i.° ottobre 1791 l’assemblea legislativa succedette alla costituente e cominciò la sua sessione. Lo spirito rivoluzionario continuò le sue stra- §i. Il 20 giugno 1792 il popolaccio si recò al castello elle Tuillerie, penetrò nelle stanze del re e pretendeva obbligarlo a sanzionare i decreti dell’assemblea, sui quali egli aveva apposto il suo veto. I partigiani della monarchia si fecero vedere nella Vandea, formarono delle armate e stabilirono degli accampamenti. In tutte le parti della F’rancia i cittadini erano agitati e scoppiava il fermento rivoluzionario. Finalmente giunse l’epoca infausta del 10 agosto 1792. Nella notte del 9 al 10 si fece sentire la campana a stormo, si battè la generala. I Marsigliesi ed il popolo dei sobborghi san Marceau e sant’Antonie erano sotto l’armi. Il castello delle Tuillerie fu investito, le guardie svizzere trucidate, il castello espugnato ed il potere esecutivo sospeso. Il 12 il re e la famiglia reale furono trasportati al Tempio, e ben presto furono rinchiusi strettamente entro la torre. Qui tralascieremo il corso degli avvenimenti funesti della rivoluzione, la cui rimembranza agghiaccia ancora d’orrore c di spavento tutti gli spiriti, per consacrare il breve spazio che ci permette il piano della nostr’opera agli ultimi istanti del più sfortunato monarca clic fu più il padre che il re del suo popolo. Questo principe , sul trono spesso vacillante ne’suoi