DEI RE DI FRANCIA 377 il maresciallo ile Gassion il giorno dopo preso la Bassèe’ assediò il 24 Lens, e il dì 27 fu colpito da una palla di moschetto mentre strappar voleva un piuolo della palizzata che difendeva la strada coperta; occupazione veramente più propria di un granatiere che non di un generale. Figli morì dalla ferita il 2 ottobre in età di trentott1 anni. Il giorno dopo la sua morte fu presa Lens. Gassion figlio di un presidente di Pau e di religione calvinista, aveva fatto il suo alunnato sotto il duca di Rohan,poi sotto il gran Gustavo, eli’ entrambi onoravano il suo merito con istima particolare. Egli non aveva voluto maritarsi , dicendo che faceva troppo poco conto della vita per comunicarla ad altrui . Per sostituire quel gran generale fu richiamato Turenna d’Alemagna, ove aveva preso Aschaffembourg e molte altre piazze. Egli arrestò ben presto i progressi dei nemici nella Fiandra e ritornò nel Basso-Palatinato per soccorrere Worms, obbligando il nemico a levarne l’assedio. In Catalogna il 28 maggio il principe di Condè fece aprir la trincea dinanzi Lerida al suono dei violoni, giusta l’uso del paese; ma il ìy giugno fu obbligato a ritirarsi a Ba-laguer. Pare , dice uno storico , che Lerida sia stato il termine fatale dei conquisti francesi in Catalogna, e lo scoglio dei più gran capitani di Francia. In Italia nel mese di ottobre la plebe di Napoli ribellatasi per la seconda volta in quest’anno contra il governo spagnuolo, si pose sotto la protezione della Francia, e scrisse al duca Enrico di Guisa che allora trovavasi in Roma, per indurlo di venire a porsi alla testa di essa. Il duca s’imbarcò a Fiumicino sopra una scialuppa, passò in mezzo alla flotta spagnuola, e il i5 novembre giunse a Napoli, cui trovò bloccata dalle truppe spagnuole e ridotta ad estrema fame. Il 22 dicembre seguì battaglia all’altura di Castella-mare tra la flotta spagnuola e quella di Francia comandata dal duca di Richelieu inviato in soccorso di Napoli. Dopo un fuoco di sei ore, si separarono i combattenti. Il duca di Guisa non ricevette a Napoli nè viveri nè munizioni come se gli aveva fatto sperare dalla Francia, ma nonostante egli si sostenne. L’anno dopo però le cose sue andarono a male. Don Giovanni d’Austria, figlio naturale di Filippo IV, entrò in Napoli il 6 aprile col favore delle