DEI RE DI FRANCIA mente al palazzo del Delfino, donde presero il duca di Bar e parecchi uffiziali del Delfino, che furono condotti prigioni, prima nel palazzo d’Artois appartenente al duca di Borgogna, e poscia nella torre del Louvre. Il Delfino stesso rimase prigioniero da quel momento nel suo palazzo, nè ebbe più la libertà d’uscirne. S’immaginò di dare ai confederati uti cappuccio bianco per segnale di convegno, e de Troyes ebbe 1’ insolenza di presentarne e farne accettare uno al re. Tutti que’che non ebbero questo distintivo di unione, divennero bersaglio al furore dei sediziosi. Ritornati il 20 maggio al palazzo del Delfino, ne trassero Luigi di Baviera fratello della regina cui chiusero al Louvre: essi s’impadronirono poscia di molt’altri signori, ed anche delle più distinte dame della corte, e condottele alla Conciergerie, domandarono s’istituisce il loro processo. Giuvenale degli Ursini, l’avvocato del re , fu del novero dei prigionieri; fu destituito il cancelliere Arnaldo di Gorbia, e il duca di Berry costretto a nascondersi. Allora si cominciarono le condanne. La più notevole fu quella di Pietro degli Essarti, prevosto di Parigi, gran coppiere di Francia, e governator generale delle finanze, quegli stesso che avea fatto eseguire la condanna del sovrantendente Montagu. Il Delfino e il duca di Borgogna gli aveano affidato la custodia della Bastiglia. Attaccato dai sediziosi in questa piazza, di cui voleva reprimere la sommossa, si recò al duca di Borgogna che lo fece tradurre al Castelletto. Il primo luglio fu tratto da quella prigione e trascinato sovra un carro sino alla piazza del mercato ove gli fu tronca la testa. Due anni prima il duca di Brabante, fratello al duca di Borgogna, gli avea predetto tale sciagura, n Amico mio, gli avea detto, Mon-« tagu è stato ventidue anni a farsi impiccare, ma dalla « foga con che tu ti diporti, non ci vorrà tanto ». Antonio, di lui fratello, ciambellano del re, scappò a stento al supplizio, e in rendimento di grazie fece erigere la statua colossale di s. Cristoforo, cui vedevasi a Nostra Signora in Parigi. Questo monumento attesta ancor più lo spavento da cui fu colto che non la sua riconoscenza verso il cielo. Il re, la regina e il Delfino erano intanto ritenuti come prigionieri nel piazzo s. Poi, ove 1 capi della se-