i/(6 CRONOLOGIA STORICA minarono parecchi signori e molte città ad abbandonare il partito dei primi per darsi ai secondi. Allora i principi non si vergognarono di ricorrere al re d’Inghilterra, il nemico naturale di Francia, per ottenere soccorsi ad esempio del duca di Borgogna. Ma essi andarono più oltre di lui; poiché mediante la promessa fatta dall’inglese di fornir loro un corpo di truppe, essi obbligaronsi a rimetterlo nel possesso delle terre che gli erano state cedute col trattato di Bretigni, e di riconoscersi sin da quel momento per suoi vassalli riguardo ai feudi eh’essi possedevano in Aquitania. I negoziatori di queste ignominiose convenzioni concluse sul finire di maggio >412, furono un religioso di s. Dionigi ed un agostiniano chiamato Jacopo il Grande, cui i principi aveano deputati a Londra. La corte di Francia istruita dell’oggetto di loro missione prima che la avessero adempiuta , dichiarò i principi nemici dello stato. Il re marciò tosto contra di essi e si recò ad assediarli il io giugno in Bour-ges ov’eransi rinchiusi. Vivo fu l’attacco e vigorosa la difesa. Ma penetrato il contagio nell’armata del re, fu fatta la pace coll’interposizione del Delfino, e fu segnata ad Auxerre il i3 luglio in una conferenza seguita tra i duchi di Borgogna, d’Orleans, di Berry e di Borbone. Si videro allora i due primi passeggiare per la città cavalcando lo stesso cavallo. Ma gli abiti di lutto che il duca d’Orleans portava ancora per affettazione, non ismentiva-no che troppo quelle vane apparenze di riconciliazione. Lo stesso monarca e il suo consiglio diedero tanto poco peso a quella pace, che per due mesi ne diferirono la pubblicazione. Finalmente questa fu fatta con proibizione sotto pena di vita di chiamar chi che sia col nome di armagnacco o borgognone. Non andò guari a verificarsi quant’era stato preveduto. Il duca di Borgogna persuaso che i principi non si avessero per nulla cangiato nelle loro disposizioni a suo riguardo, continuò a fomentar le turbolenze. Nel dì 21 aprile i4i3 i suoi partigiani eccitarono improvvisamente in Parigi una nuova sedizione. Il macellaio Simeone Caboche, divenuto capo dei sediziosi, che da lui chiamaronsi Cabochini, e Giovanni di Troycs chirurgo, erano alla loro testa. Essi marciarono diritta-