DEI RE DI FRANCIA 43 j? rico vescovo di Troyes, che Luigi avendo inteso l’au-» torità di Federico aver prevaluto in quelle contrade » della Borgogna, fu preso da timore, e che non più » attendendosi conferenze ma ostilità, egli aveva secreta-» mente disposto nelle città vicine molte milizie, e tante 5> che a detta di quel prelato , nove vescovi del suo sc-» guito avevano alloggiato in una notte a Troyes , cia-» scuno coi loro militi particolari, e siccome tutto il paese « era nel torbido e nell’agitazione, la sua paura ci tenne » luogo di vittoria » . Ecco un viaggio di Luigi in Borgogna di cui verun scrittore contemporaneo fa cenno; imperocché non è verosimile che Badewic lo confonda con quello fatto da'l re nel 1162 sull’ invito di Federico, e che spinse sino a Longvi sopra Saona per conferire con quell’imperatore intorno lo scisma che divideva allora la Chiesa romana. Di quest’ ultimo daremo in seguito ragguaglio (V. Enrico conte di Sciampagna). L’anno 1158 accolse a Parigi il re d’Inghilterra, al quale cedette il proprio palazzo , recandosi ad alloggiare nel chiostro di Nostra Dama ( Hadulf. de Diceto ). Ciò fa vedere che Luigi non aveva che un solo palazzo nella sua capitale, e neppure questo molto vasto. L’anno 1160 mori Pietro Lombardo vescovo di Parigi , più conosciuto sotto il nome di maestro delle sentenze. Non essendo in accordo i voti per 1’ elezione del suo successore , si nominarono tre conipromissarii. L’arcidiaco-tio Maurizio di Sully, uno di loro , ben accertatosi di non venire smentito dagli altri due colleglli, si proclamò lui stesso, col dire che non conosceva altra persona più adattata e disposta di lui per coprire la vacante sede, e tutta 1’ assemblea si tacque ad una tale sorprendente proclamazione (Caesar Heisterbac). Quale contrasto! Filippo di Francia, figlio di Luigi il Grosso e arcidiacono di Parigi, canonicamente nominato al vescovato di Parigi dopo la morte di Tibaldo , aveva per modestia ceduto il posto a Pietro Lombardo, e Maurizio de Sully della feccia del popolo (poiché il suo soprannome gli veniva non dalla famiglia, ma dal suo luogo natale) osa preferirsi a tutti quelli che avevano le qualità richieste per quell’ oggetto !