DEI RE DI FRANCIA 373 difetto non comune ai principi, qual si c quello di un’estrema diffidenza de’ suoi lumi e delle sue forze ; quindi la necessità per lui di un ministro assoluto. Di lui di-ccvasi : egli non dice tutto ciò che pensa, non fa quanto vuole, nè vuole quanto può. E vero per altro clic in mezzo alle circostanze spinose in cui trovossi, la corona gli sarebbe stata di un peso troppo per lui grave senza il soccorso di un genio così robusto, così vasto, e fecondo di espedienti com’era quello di Richelieu. Egli era capace di giudicar sanamente di un gran progetto, non però d’imaginarlo e di provvedere ai contrattempi impreveduti che potevano attraversarne l’esecuzione. Mancava d’altronde di quella dolcezza di carattere e di quell’affabilità, tanto necessarie ai re per cattivarsi il cuore de’ sudditi. Naturalmente freddo e melanconico, non manifestava tenerezza se non pe’ suoi favoriti, specie di cortigiani di cui non poteva far senza, e che tuttavolta abbandonava senza rammarico per sostituirne loro degli altri. Durante il soggiorno fatto in Normandia dal cancelliere Seguier nel corso dell’anno i63g, i decreti emanati a Parigi nel consiglio delle finanze , ai quali doveva apporsi il gran suggello, portavano la data del luogo in cui trovavasi allora il cancelliere. Il marco d’oro sul finire del suo regno era a tre-centottantaquattro lire, e quello d’ argento a ventisci lire e dieci soldi. LUIGI XIV cognominato il GRANDE. L’anno i643 LUIGI, figlio di Luigi XIII e di Anna d’Austria, nato a san Germano in Laye il 5 settembre i638, cognominato al suo nascere Deodato, succedette alla corona il »4 maggio i643. Il 18 del mese stesso, recatosi al parlamento, vi tenne un parlamento reale, dove fu conferita puramente e senza restrizione alcuna la reggenza alla regina (1). Il giorno dopo, 19 maggio, il duca d’Enghien (1) Il re Oefunto aveva stalàlito col suo testamento un consiglio ili reggenza che fu abolito pel potere conferito dal parlamento alla regina di instituirne uno a sua scelta.