DEI RE DI FRANGIA 397 le fortificazioni. Al suo ritorno istituì un’Accademia di Ardi ittc tura in uno degli appartamenti del Louvre. Il 3o novembre egli fece cominciare il palazzo degl’invalidi, uno degli edifizii più belli di Parigi, lo stabilimento il più utile e die fa più onore a quel grande monarca. La prosperità dell’ Olanda sembrava averle fatto dimenticare le obbligazioni che aveva colla Francia. Tratti satirici slanciati dai suoi gazzettieri contra la persona del re, medaglie ingiuriose a questo monarca ivi coniate, la gelosia clic dava a conoscere pe’suoi successi, c l’inclinazione che affettava pc’ suoi nemici (1) furono i motivi principali che l’indussero a dichiarar la guerra nel 1672 a quella repubblica con un manifesto del 6 aprile. ¡Nel susseguente mese di maggio il re si mise in marcia pei-Paesi-Bassi alla testa di centomila uomini divisi in più corpi sotto gli ordini di Monsieur, del principe, di Tu-renna e di Lussemburgo (2). I conquisti furono rapidi. Nel 3 giugno si arrese Orsoi, e nello stesso giorno Hu-rick a Turenna, e Wcsel al principe il giorno 4- Parecchie altre piazze aprirono le loro porte, come Rimbergue, Emerick ec. Nel 12 giugno i Francesi passarono il Reno a nuoto verso Tolhus alia vista del nemico che si diede alla fuga dopo aver inutilmente conteso il passaggio : esso domandò quartiere e lo ottenne, ma il duca di Longue-ville avendo scaricato imprudentemente un colpo di pistola, occasionò un fatto in cui perdette la vita; rimasto essendo ferito il principe di Condè e tutti i nemici passati a fil di spada. Arnheim si arrese a Turenna il i5 giugno; il forte di Knotzembourg 0 di Nimega il 16; il forte Skenk il 19; Doesbourg colla guarnigione di quattromila uomini fi) Mentre si negoziava l’ultimo trattato colla Spagna, uno dei ministri francesi chiesto avendo a Van-Benning ambasciatore della repubblica s’ egli affidavasi alla parola del re: Ignoro , aveva questi risposto, ciò che voglia il re ; considero solo ciò di ei può. (2) Il maresciallo du Plessis-Praslin impedito dai suoi molti anni di far la campagna, ne testificò al re il suo rammarico coll’espressioni pii» energiche. Cugino mio, le rispose il monarca, non si opera se non per avvicinarsi alla riputazione da voi acquistata. E una bella cosa il riposarsi dopo tante vittorie.