DEI RE DI FRANCIA ¡7 esamini), dice Raulc Glabcr, il quale di tre figli che gli rimanevano , era il più capace a succedergli e la sua scelta si fissò sopra Enrico, che per ordine di nascita teneva dietro ad Ugo. Il trono non era dunque ancora devoluto di pien diritto al primogenito della linea regnante. La regina che non amava Enrico, scongiurò il re di lasciar indecisa questa faccenda, sperando che dopo la morte del suo sposo il credito ch’ella crasi acquistato, la vincerebbe per la scelta del suo successore. Ma il monarca sostenuto .dai grandi fece incoronare Enrico il i4 maggio , giorno di Pentecoste a Reims ( Mabillon ). Roberto era abate, come lo era stato il re suo padre, dì sant’Agnan d’ Orleans. Avendo fatto ristaurare dall’ imo al colmo gli edifizii di quel monastero, egli assistette l’anno 1029 alla dedicazione della Chiesa, e alla benedizione delle campane. Questa benedizione si chiamò sin d’allora il battesimo, e si osservavano le stesse cerimonie come al presente (Bouquet, T. X. p. 111 ). L’anno io3o insorsero nuove turbolenze nella famiglia regale : i due figli del monarca Enrico e Roberto , stanchi dei mali tratti della regina Costanza lor madre, lasciarono la corte e si ritirarono il primo a Dreux di cui impadronissi e donde praticò scorrerie sulle terre appartenenti a suo padre; il secondo in Borgogna ove si fece Vili. ROBERTO che fu re. RORERTO, che fu eletto re di Francia nel 922, era figlio di Roberto l’Angevino e gli succedette nella dignità di abate laico di san Martino di Tours. Egli era nel tempo stesso fratello di Eude che fu re di Francia prima di lui. Ecco come si spiega Roberto in una carta dell’ anno 897 in favore della detta Chiesa di san Martino: In qua mercede gloriosum et a Deo electum regem dorninum et seniorem ac germanum nostrum Odonem parlicipem vo-lumus adesse: quatenus prò his et aliis benefìciis quae quotidie a sui regni fìdelibus administrantur , praesen-tem viiam gloriusius futuramqtie facilius obtinere merea-T. V. 2