PEI RE DI FRANCIA 379 zione , occasionarono discrepanza di opinioni, e quindi sur-sero partiti. I magistrati si divisero in tre fazioni, quella dei Frombolieri, così detti perchè erano opposti alle risoluzioni della corte ; quella dei Mazzarini, iigii ai voleri del cardinale; e quello dei Mitigali, che tenevano il mezzo tra i due partiti. Essendo rimasti preponderanti i primi, il parlamento emanò due decreti di unione coi parlamenti e le altre assemblee sovrane del regno, l’uno del i3 maggio, e l’altro del i5 giugno. Il popolo oppresso dalle imposizioni applaudì a que’ decreti. Mazzarini credette pacificare gli spiriti sacrificando il sovrantendente delle finanze Emeri, ch’era creatura sua (i) e sostituendo a lui il maresciallo de la Meilleraie; ma non essendo stato sufficiente un tal mezzo, la regina fece rimuovere il presidente Potier de Blanc-Menil e Broussel consigliere di camera grande, che erano gli spiriti più riscaldati di quell’assemblea. Una tale rimossione verificatasi nel giorno in cui cantavasi il Te-Dcum per la vittoria di Lenz, mise in furore il popolo che riguardava que’ due magistrati per suoi protettori. Si corse all’ armi, si baricarono nel 26 agosto con catene le strade; lo che chiamar fece questo giorno il giorno delle bancate. La regina per calmare il subbuglio fu obbligata di porre ih libertà i due prigionieri; ma rimase negli spiriti un lievito di amarezza che si comunicò alle provincie ed ebbe fastidiose conseguenze. Tentò la corte di distruggerlo con un editto che pareva dover produrre il suo effetto , perchè portava una diminuzione di dieci milioni sulle taglie e di due milioni sulle introduzioni di Parigi. Inoltre S. M. acconsentiva non si istituissero in avvenire i processi se non per via dei tribunali ordinarii, e più non si avessero a molestare i membri di corti sovrane nell’esercizio de’loro ufficii. L’editto fu verificato il dì 24 ottobre, ma venne ricevuto con indifferenza, e ben tosto si ridestarono (1) Emeri figlio di un villico di Siena era stato condotto in Francia da Mazzarini, il quale scoprendo in lui uno spirito docile e sottomesso lo lece di grado in grado giungere alla carica di sovrantendente di finanze di’ egli coprì a talento del suo protettore. Dopo la sua destituzione egli si ritirò nella stia bella terra di Tanlai in Borgogna, ove edificò il magnifico castello che ammirasi ancora presentemente.