148 CRONOLOGIA STORICA dizione si recavano quotidianamente a proverbiare l’erede del trono, ed a colmarlo d’ingiurie e di rimbrotti. Egli li meritava colla vita dissoluta che teneva ad esempio di sua madre, e le sue prolusioni ch’eccedevano le rendite dello stato, ma non apparteneva ad uomini da nulla il farglieli. I duchi d’ Orleans e di Borbone, temendo per la vita di quel principe se si accingevano a liberarlo colla forza, domandarono una conferenza al duca di Borgogna che si tenne a Pontoise. Nel dì 3i luglio 1413 fu di nuovo segnata la pace e pubblicata a Parigi il 3 agosto susseguente dopo aver posto in libertà i signori rinchiusi nel Louvre. I primari faziosi attaccati dal Delfino alla testa di trentamila Parigini si scostarono dalla capitale; ma vi rimase maisempre un lievito di discordia che il duca di Borgogna si studiò di coltivare. L’anno 1/^4 quel principe si avvicinò a Parigi alla testa di duemila uomini d’armi. II re nel dì 10 febbraio diede contra lui una dichiarazione, obbligandolo poscia a forza aperta di ritirarsi, lo inseguì in Picardia, e lo ridusse a chieder pace, che gli venne accordata sul principio di settembre al campo davanti Arras cui il re teneva assediato da ben sei settimane. In quest’ assedio si adoperarono per la prima volta gli archibugi, che allora chia-mavansi cannoni a mano. I grossi cannoni erano stati inventati molto tempo prima. (Daniel). L’anno 1415 segnò l’epoca 'della maggiore rivoluzione che provato avesse la monarchia francese dopo il suo stabilimento. Enrico V re d’ Inghilterra profittando delle turbolenze di Francia spedì a Carlo VI per domandargli le provincie eh’ erano state cedute all’Inghilterra col trattato di Bretigni e la principessa Catterina figlia di 3uel monarca a sua sposa in un ad un milione di scudi ’ oro per dote. Tal era la decadenza in cui trovavasi la Francia , che in luogo di rigettare una tale domanda col disprezzo eh’ essa si meritava, nominaronsi commissarii per entrare in negoziazione con que’d’Inghilterra. Apertesi le conferenze il i3 marzo in Parigi, si giunse persino ad esibire agl’ Inglesi dieci delle provincie meridionali con seicentomila scudi in dote alla principessa Catterina. Non permise la Provvidenza che venissero ac-