PEI HE DI FRANCIA gna era coperta di neve. Talbot, capo dell1 impresa, fatti indossare alle sue genti alcuni abiti di tela bianca, gli avea dispersi qua e là intorno la piazza con ordine di avanzare carpone sino al far della notte. Furono creduti mucchi di terra coperti di neve. Inoltratisi nell1 oscurità , apposero senza far romore le loro scale nella fossa eh’ e-ra gelata , e scalate le mura senza trovar inciampo , si sparsero per la piazza che fu loro abbandonata attesa la fuga precipitosa di quelli che doveano difenderla. La Ilire non fu però così fortunato come Talbot in un tentativo clic volea fare sopra Roucn col mezzo di intelligenze che vi manteneva. Carlo dacché era sul trono non avea ancor riveduta la sua capitale. Istruito dei grandi apprestamenti eh’essa faceva per ospitarlo, volle meritar questi onori con qualche azione segnalata. Con questa mira egli incaricò il conte-stabile a far l’assedio di Montereau-Faut-Yonnc, ove si recò in persona. La città dopo una difesa vigorosa fu presa d’assalto, dopo di che il castello si arrese per composizione nel mese di ottobre 14^7- Di là Carlo si recò a s. Dionigi, donde essendo partito il giorno 8 o secondo altri il 12 novembre, egli fece il suo solenne ingresso in Parigi , accompagnato dal Delfino , da parecchi principi e gran numero di signori. Tutte le strade per dove passava erano ornate di loggia, ove si rappresentavano i misteri secondo l’uso di que’tempi. Era allora il tempo della gran controversia dei padri di Basilea con papa Eugenio IV. Avendo il concilio inviato al re di Francia parecchi articoli tanto opposti alle pretensioni oltramontane, quanto conformi all’antica dottrina della chiesa gallicana, egli tenne a Bourges nella santa cappella il 7 luglio 14^B una numerosa assemblea, ove si stabilì la Prammatica Sanzione cui il parlamento registrò il i3 luglio dell’anno dopo. » Si sa, dice un dotto moderno, che questa leg-» ge celebre per la contraddizione a cui soggiacque, e » alla quale per lunga pezza si è dato il nome di Pal-» ladinm della Francia, ristabiliva le elezioni ecclesiasti-’> che, ed aboliva le riserve, le aspettative, c le annate.» Carlo VII era stato sfortunato dal canto di suo padre, e lo fu ancora per parte di suo figlio, il Delfino