212 CRONOLOGIA STORICA di Carlo Vili. La Rolla del divorzio fu recata da Cesare lìorgia , figlio di Alessandro VI, così poscia famoso sotto il nome di duca di Valentinois (i). La regina Giovanna, chiamata duchessa di Berry,si ritirò a Bourges ove fondò Por-dine delle Annunciate, e mori santamente il 5 febbraio dell’anno i5o5. Luigi, sciolto dai suoi primi vincoli, si affrettò di contrarre una nuova parentela colla principessa di cui aveva ottenuto la mano, come si è veduto, pel suo antecessore. Il contratto di matrimonio con Anna di Bretagna fu segnato il 7 gennaio 1499 (N. S.) nel castello di Nantes, e all’indomani gli sponsali celebrati furono. Luigi teneva sul ducato di Milano dei diritti incontendibili per parte di Valentina di lui avola, erede di Giovanmaria e «li Filippo Maria Viscont’, duchi di quel ducato, di lei fratelli, morti senza figli. Pervenuto al trono, egli credette farli valere colla via dell’anni. Dopo essersi convenuto con tutti i principi che potevano dargli inciampo nella spedizione cui meditava, partir fece l’anno 14Q9 un esercito per 1’ Italia sotto il comando di Luigi di Luxemburgo, conte di Ligni, di Roberto Stuart signore d’Aubigni e di Jacopo Trivulzio milanese; indi si recò egli stesso a L'one per trovarsi a portata di sostenerla. Il conquisto di Milano, cui allora teneva Lodovico Sforza, il'quale all’avvicinarsi dei Francesi aveva preso la fuga, fu l’affare di venti giorni. Avendolo il re saputo a Lione, passò le Alpi, e il 6 ottobre fece il suo ingresso in Milano. Mentre Luigi ivi soggiornava, gli furono inviati deputati dallo stato di Genova perche gli giurassero obbedienza. Egli lasciò Milano al principio di dicembre per ritornare in Francia, lasciali- (1) In leggendo ciò che si chiama il processo manoscritto del divorzio, non si può far a meno di compiangere le sciagure di Giovanna. Questa principessa erasi distinta pel suo- attaccamento illimitato al suo sposo. Ella impiegò ogni mezzo per trarlo dalla prigione in cui stava relegato; e l’indifferenza e gli sprezzi di Luigi non furono per lei motivi di abbandonarlo nel suo infortunio. Dopo aver inutilmente adoperate tutte sollecitazioni presso Anna di lieaujeu, andò a gittarsi a’ piedi di Carlo Vili di lui fratello, ed ivi svolgendosi in lagrime, il dolore le inspirò un’eloquenza così persuasiva che il giovine re le rispose: Avrete quanto ricercate, sorella mia ; Dio voglia che non abbiate a pentirvene ( Observ. sur Ics mem, du chevalier Iiayard).