4M CRONOLOGIA STORICA cò c battè i vascelli di scorta ; ma questo bravo cavaliere lasciò nel combattimento la vita. Il di i3 aprile mori a Versailles il duca di Bretagna. Avvenimenti felici pei Francesi coi quali erasi aperto l’anno 1706, vennero annichilati da sopravenuti infórtunii. In Italia il dì 4 gennaio si arresero a Barwick dopo ven-tisei giorni di assedio la città e cittadella di Nizza difese dal marchese di Carail. Questi, secondo d’Avrigni, avrebbe fatto una resistenza più lunga se la guarnigione forte di oltre novecento uomini non lo avesse costretto di capitolare minacciando diserzione. De Barwick si contentò dire che il marchese di Carail non giudicando opportuno di esporsi ad essere espugnato fece battere il tamburo per capitolare. » La piazza fu adeguata al suolo e tutta la con-» tea di Nizza si sottomise ( Metri. T. I p. 3q8) » . Nel mese dopo de Barwick fu creato maresciallo di Francia, e ricevette ordine al tempo stesso di passare nella Spagna per comandare 1’ esercito francese contra il Portogallo. Il duca di Vendome che gli fu sostituito in Italia, tagliò a pezzi il 19 aprile l’esercito nemico a Calcinato, ma tosto dopo fu richiamato dall’Italia per recarsi a comandare nei Paesi-Bassi. Il i3 maggio de la Feuillade, di lui successore, investì Torino con un’armata di scssantamila uomini , e nella notte del 3 al 4 giugno aprì la trincea. Il 7 settembre il duca di Savoja e il principe Eugenio sconfissero l’esercito francese comandato dal duca d’Orleans e dal maresciallo de Marsin, e fecero levar l’assedio di Torino \ il maresciallo de Marsin ferito mortalmente in una coscia nell’-azione, fu fatto prigioniero, e il duca d’ Orleans riportò una ferita considerevole al braccio che l’obbligò ritirarsi per farsi curare. In sua assenza si perdette la battaglia. Questo principe era stalo d’avviso si andasse al nemico invece di aspettarlo entro le linee, in cui i Francesi erano troppo rinserrati ed era questo 1’unico spedante da prendersi. Ma gli ordini della corte di cui era incaricato il maresciallo stavano in contrario e fu forza seguirli. Centoquaranta pezzi di cannone, le provigioni, i bagagli, la cassa militare, tutto rimase in poter del nemico. I Francesi non perdettero è vero che soli duemila uomini, ma la costernazione fu tale che invece di ritirar-