3gS CRONOLOGIA STORICA si arrese al re il giorno ai. Alcune altre citlà ricevettero la legge dal vincitore. La città e la provincia di Utrecht spedirono deputati per attcstare la loro sommissione, e il re entrò nella città il giorno 3o. Mentre egli stava costà giunsero i deputati degli stati d’Olanda a chiedergli pace. Ma le loro proposizioni vennero rifiutale per avviso di Louvois ministro della guerra : altre ne furono fatte che furono similmente ricusate dagli stati per opera del principe d’Orange. I due fratelli Cornelio e Giovanni di Witt, di cui il secondo era consigliere in pensione della repubblica, erano d’ avviso di sottomettersi, e il principe d’Orange di cui essi erano nemici, lo attribuì loro a delitto. Il popolo si rivoltò contr’essi accusandoli di intelligenza con Francia, e furono trucidati in una sedizione il dì 22 agosto, giusta il presidente Henaut, o il 3 luglio, secondo d’Avrigni, il quale ci sembra antecipar di troppo un tale avvenimento. 11 g luglio Turenna rese Nimega; Naerden si arrese il giorno 12, Grave il i/j, il forte di Crevecoeur il 19, l’isola e la città di Rommel il 26 settembre. Nel 12 ottobre il duca di Lussemburgo alla testa di tremila uomini, investì il principe d’Orange, clic assediava Voerden con quattordicimila uomini e gli feee levar 1’ assedio. La città di Amsterdam aprì le sue dighe (1) inondando tutto il territorio; lo stesso fecero parecchie altre città, e in tal guisa evitarono di cadere tra le mani dei Francesi. All’ inondazione dell’ Olanda tenne dietro l’innalzamento dei principe d’Orange alla dignità di Statoldcr. L’imperatore sorpreso delle rapide conquiste del re, si collegò contra la Francia colla Spagna, l’elettore di Brandeburgo e l’Olanda. Il principe d’Orange as- (1) Luigi XIV trovatasi alle porle di Amsterdam che probabilmente a quel momento non poteva resistergli , e ove generale era la costernazione. I magistrati si raccolsero per deliberare quel che avessero a fare in tale circostanza, e si convenne unanimemente di recargli le chiavi della città. Si si accorse allora che un vecchio borgomastro addormentalo non aveva dalo il suo voto. Lo si svegliò, ed egli chiese su di che si fosse deliberato: di recare al re di Francia le chiavi della città. Le ha egli domandale, rispose il vecchio dormiglione? Non ancora, gli fu risposto. In questo caso, soggiuna’egli, attendete almeno, o signori , che le domandi. E questa sola parola, per quanto si dice, salvò la città (Pièce« Inlèress. T. IV p. 228 )•