CRONOLOGIA STORICA Il Delfino fece la campagna dei Paesi-Bassi nel 1(19/1, avendo sotto i suoi ordini il maresciallo di Lussemburgo. Era divisamento del principe d’Orango d’impadronirsi del ponte d’ Espierres per entrare in Francia. Vedendosi arrestato dal Delfino assediò Ilui cui prese per capitolazione il 28 settembre. La campagna più gloriosa di quest’anno fu quella di Catalogna: il maresciallo di Noailles passò il Teck alla vista degli Spagnuoli eh’ eransi trincierati sulle sponde di quel fiume e li disfece compiutamente il 27 maggio; cinquemila uomini rimasero sul campo di battaglia e più di tremila furono i prigionieri. Frutto di questa vittoria, la quale non costò ai Francesi che soli cinquecento uomiui, fu la città di Palamos espugnata il 7 giugno colla spada alla mano, essendosi la cittadella resa a discrezione il giorno 10; Gironna non resistette che cinque giorni e capitolò il 29; la città di Ostalric aprì volontariamente le porte; il castello difeso da sette trincieramenti e posto sopra una rupe quasi inaccessibile, fu preso d’ assalto il 20 luglio; Castelfolit si sottomise 1’ 8 settembre. In mare gl’ Inglesi fecero un tentativo sul porto di Brest che andò fallito il 18 giugno con perdita di quasi duemila uomini, nel cui numero fu il generale Talmach ch’era sbarcato. Il 19 del mese stesso il famoso Giovanni Bart senza fiiù che due vascelli e due legni da trasporto, attaccò al-’ altura del Texel otto vascelli di guerra olandesi, che scortavano un convoglio di grani di cento vele da essi tolto ai F'rancesi , prese tre vascelli nemici e liberò tutto il convoglio facendolo entrare nei porti di Francia. Il 22 luglio gl’inglesi bombardarono Dieppe, e la Havre de Grace il 26: questa piazza soifrì poco, ma la prima rimase quasi interamente consumata dalle bombe. 11 21 settembre essi bombardarono Dunkerque , però senza successo. L’ 8 agosto l’illustre Antonio Arhaud, dottore di Sorbona, lino dei gran luminari del suo secolo, morì a Brussellesi Scientiarum optimorumque institutorurn omnium fax, disse il celebre Gravina di lui parlando. Nulla egli aveva di notevole nella figura, e quando dopo la pace di Clemente IX fu presentato a Luigi XIV, questo monarca non potè trattenersi di dire: Come? e questi il grande Amanti! Altrettanto fu detto di Socrate e di Agesilao.