DEI RE DI FRANCIA. 83 nio. Richiedeva senza dubbio la prudenza che si rispettassero sudditi novelli e si rendesse loro con buoni trattamenti dolce il giogo al quale erano stati forzatamente assoggettati; ma si fece tutto al contrario. I Fiaminghi irritati'della condotta tirannica di Jacopo di Chatillon conte di san Paolo loro governatore, si ribellarono Panno i3o2 e imbrandite le armi riportarono a Courtrai P u luglio una luminosa vittoria, in cui il conte d’Artois perì insieme con ventimila de’suoi; In questo numero fu il contestabile, il cancelliere, i due marescialli di Francia, il conte di Dreux signore del sangue, i conti d’ Eu, d’Aumale, di Angouleme, di Dammartin, e più di quattromila cavalieri, le cui spoglie insanguinate vennero dai vincitori impese alla Chiesa di Courtrai ( V. Qui de Dampierre conte di Fiandra) Filippo alla nuova di questa disfatta adunò l’assemblea dei vassalli , levò la quinta parte di tutte le rendite de’ suoi sudditi e aumentò il prezzo delle monete. Il re d’ Inghilterra sosteneva costantemente i Fiaminghi. L’anno i3o’3 mercè un trattato 20 maggio colla Francia li abbandonò e si accomodò con Filippo che gli restituì la Guienna. ¡Non facciam qui parola della famosa controversia insorta tra Filippo il Bello e papa Bonifazio Vili. Se ne possono vedere le circostanze principali nella Cronologia de' Conciliì, e all’articolo di questo papa. Ci basti osservare che l’assemblea nazionale tenutasi a tale proposito in Parigi il to api'ile 13o2 ( N. S.) fu la prima sotto la terza stirpe in cui furono ammessi i deputati del terzo stato. Le precedenti non erano composte che di prelati e di baroni. Queste assemblee di tre ordini furon dappoi dette stati generali. L’anno dopo scontrasi la celebre ordinanza per la riforma degli abusi che regnavano a quel tempo nell’amministrazione dello stato. Essa ha la data del lunedì dopo la mezza quaresima, 18 marzo i3o2 (N. S.). Coll’articolo settantadue il re dice essere suo intendimento di tenere due volte all’ anno per durare ciascuna volta lo spazio di due mesi, il parlamento a Parigi, lo scacchiere a Rouen, e i gran giorni a Troyes. Ma secondo Pasquier, un tale progetto non si effettuò che nel-P anno i3c>4 0 i3o5, e dopo quest’ epoca il parlamento divenne permanente a Parigi. Il re nominava ogni volta i