PEI RE DI FRANCIA 401 l’avanguanlo dèi principe d’Orauge a Senef, volle inseguire la sua vittoria: impegnò quindi 1111 nuovo combattimento de’ più sanguinosi e fece oltre tremila prigionieri , tra’quali parecchi principi e più di duecento ui'liziali ; lo che die’ chiaramente a conoscere, che i nemici ebbero torto ad attribuirsi l’onore di questa seconda azione convenendo che il principe di Condò si aveva avuto tutto il vantaggio della prima. Convien però confessare che osservato il gran numero di soldati e uffiziali perduti dai F rancesi, tale vittoria domandava sì da questi che dai nemici non già il Tc Deum che cantossi d’ambe le parti, ma bensì lagrime. Nel mese di agosto il principe d’Orange intraprese l’assedio di Oudenarde, e il 21 del mese stesso lo levò vedendo avvicinarsi il principe di Condè che veniva in aiuto della piazza. Il 26 ottobre Grave si arrese agli Olandesi che da tre mesi ne formavano l’assedio , e vi avevano perduti ottomila uomini: essi ’s’impadronirono di Dinant il 18 novembre , e di Hui il 2 del mese dopo. Nel Roussillon gli Spagnuoli presero il castello di Belle-garde, e nel mese di giugno tesero un’imboscata a le Bret, in cui questo luogotenente generale perdette milacinque-cento uomini, ma il conte di Schomberg giunse a tempo di salvare l’esercito. In mare l’ammiraglio Tromp fu battuto il 28 giugno davanti Belle-Isle sulle coste ili Bretagna. Nè miglior effetto s’ebbe l’intrapreudimento dell’ammiraglio Ruyter nella Martinica. Nel mese di settembre il re spedì soccorso ai Messinesi sotto gli ordini di Valla-voir e Valbelle. In Alemagna Turenna s’impadronì il 3 marzo della città c del castello di Germersheiin, cui F e-lcttor palatino avvisava di consegnare all’imperatore. Il 16 giugno egli scacciò i nemici da Sintzeim e li pose in rotta. L’elettore di Brandeburgo riprese 1’ armi contra la Francia. Turenna ritornò nel Palatinato dandolo in preda al furore delle sue milizie. Cinque città e venticinque villaggi furono ridotti in cenere dai soldati francesi ed inglesi per vendicarsi delle .crudeltà commesse dai paesani del Palatinato su molti dei loro compagni dà essi presi. L’elettore stando a Manheim vedeva la desolazione de’suoi stati, e sfogava l’impotente sua collera in rimproveri contra Turenna. Gli abitanti di Strasburgo' ruppero il trattato T. V. 26