DEI RE DI FRANCIA » maestro Gervasio » . Questo monarca avvegnaché s’abbia avuto meritamente il nome di Saggio, aveva per altro un giocoliere titolato per divertirlo. Dopo lui tutti i suoi successori n’ebbero uno sino a Luigi XIV cui ben presto venne a noia questo ufficiale ridicolo. Carlo V nelle date de’suoi diplomi ora esprime ed ora no il giorno del mese. Il regolamento da lui fatto riguardante le regalie del Delfinalo è sottoscritto di sua mano: gli altri suoi atti sono ordinariamente firmati dai segretarii. Durante la prigionia del re Giovanni, i suggelli di Francia erano in Inghilterra. Carlo in quest’ intervallo di tempo usava prima del suggello del Castelletto sino a che fu semplice luogotenente del re, e poscia del gran suggello di Normandia quando prese il titolo di reggente (y. Tr. de Diplom.). Sotto Carlo V s’ inventarono i vestiti a due colori. Nell’occasione di ricevere Carlo IV, il prevosto de’mercatanti, gli scabini c i più distinti cittadini di Parigi erano vestiti con vesti bicolori bianco e violetto, e a due colori erano pure le vesti degli uffiziali della casa del re. I maggiordomi di palazzo vestivano velluti di color indaco c castagno; gli uscieri lane in turchino e rosso; i panettieri, coppieri e trincianti, rasi bianco e castagno, i camerieri di bigio ec. Il re era vestito sotto al suo manto regale di una tonica di scarlatto vermiglio, la cui forma rendeva sembiante di una gonnella da fanciullo. Questo vestimento era comune alle donne ed agli uomini, e aveva una coda più o men lunga di strascico, giusta le condizioni diverse delle persone. Sotto il suo regno pure i nobili d’ambi i sessi cominciarono a portare le armi gentilizie di famiglia ricamate sui loro abiti. Carlo V col suo editto del 1871 accordò la nobiltà a tutti i cittadini di Parigi ; lo che fu confermato da Carlo VI, Luigi XI, Francesco I, ed Enrico II. Ma Enrico III restrinse questo privilegio nel i5^ ai soli prevosti e scabini. Il marco d’oro sotto il regno di Carlo V era di ses-santatre lire, diciassette soldi e sei denari, e quello del-l’argento di cinque lire e sedici soldi ; donde segue che l‘i somma di diecimila lire che questo principe aveva as-