gS CRONOLOGIA STORICA tesi i consigli di prave genti donde risultarono infiniti mali. Nello stesso tempo egli spedi commissarii intemerati nelle provincie per castigare i .cattivi giudici e reprimere con spaventosi esempi gli attentati della nobiltà che s’impadroniva impunemente delle proprietà dei privati. Giordano de I’ Ile, signore di Casaubon e nipote per parte di sua moglie di papa Giovanni XXII, era uno dei baroni di Guascogna i cui diportamenti più meritavano correzione. Superbo pel suo matrimonio egli segnalavasi con ogni sorta di atrocità. Carlo dopo avergli perdonato più volte ad istanza del papa, lo rimise finalmente al parlamento che 10 condannò 1’ anno i3a3 ad essere attaccato alla coda di un cavallo, poi impiccato; sentenza che fu eseguita alla vigilia della Trinità. Il giorno dopo il curato di san Merri scrisse al papa in latino la lettera seguente : ;> Santissimo n Padre. Appena seppi che il marito di vostra nipote do-» veva essere giustiziato, adunai il mio capitolo e rappresi sentai aversi ad approfittare di tale occasione per darvi n un attestato del nostro rispettosissimo attaccamento e » della profonda nostra venerazione. Tostochè il nipote » vostro fu impeso, ci recammo con gran luminaria a le-« vario dalla forca , lo abbiam fatto trasportar nella no-» stia Chiesa ed ivi lo abbiamo tumulato onorevolmente « gratis. Santo Padre , noi continuiamo a chiedere la vosi stia santa e paterna benedizione. Giovanni Tommaso » Chevecier « . Merita minor attenzione la semplicità di questa lettera tratta dai manoscritti di Fontanieu (voi. 67) in confronto della giusta severità del re. Sotto il regno di Carlo il Bello la protezione non salvava i rei; poiché , diceva egli, che i grandi esempi sono i più necessari. L’anno stesso egli fece intimare ad Odoardo II re d’Inghilterra di recarsi a rendergli omaggio nella città di Amiens tra 11 dì della Purificazione e la prossima Pasqua (1324). Odoardo spaventato da questa intimazione spedì nel mese di novembre ambasciatori in Francia per chiedergli una dilazione; e li aveva nel tempo stesso incaricati di far rappresentanze sulle intraprese dei Francesi nell’ Agenese e nel Saintonge. Difatti Carlo dopo la sua esaltazione al trono aveva fatto continuare alcune procedure cominciate sino dal reguo di Luigi il Protervo per impadronirsi di