PEI lì E DI FRANCIA 87 tutte le sue affezioni, buon padre, buono e fedele marito, buon fratello, amante e coltivatore delle lettere , di cui aveva ricevuto una buona tintura sotto il celebre Gdles di Roma dell’ ordine di sant’Agostino di lui precettore e fatto da lui in riconoscenza arcivescovo di Bourges. È quel desso che nelle scuole viene appellato il dottore fondatissimo , titolo che gli meritarono i suoi trattati teologici. Filippo il Bello non fu fortunato quanto alle sue nuore, come ve-drassi agli articoli de’suoi tre figli. Basterà qui dire che Filippo e Gualtiero d’Aunai convinti di criminoso commercio con Margherita e Bianca sposa dei principi Luigi e Carlo, furono scorticati vivi Panno 131 ¿J. Filippo il Bello è l’ultimo re di Francia che abbia fatto uso del monogramma ne’ suoi diplomi. Vedi si ancora in taluni di essi i nomi dei grandi ufficiali della corona. Ci sono pure delle lettere di Filippo il Bello in cui leg-gesi la formula : Per la pienezza della potenza regale. È l'oi •se il primo ,re francese che 1’ abbia usata. La leggenda sulle monete francesi: Sit nomen Domini benedictum, appartiene a Filippo il Bello, che la fece coniare sulla moneta fatta battere il 4 agosto 1289. Nel i3o5 il marco di argento era montato a otto lire e dieci soldi, e nel i3i3 era sceso gradatamente sino a due lire quattordici soldi, sette denari. Il commercio sofferse moltissimo per tale variazione. L’inalienabilità del regai patrimonio cominciò per la prima volta a stabilirsi sotto Filippo il Bello, e anche questa non si riferiva che alle cose del patrimonio ligio. Nel cartolare di questo principe (atto 26) veggonsi lettere del 10 luglio con cui egli accorda al cardinale Fietro Colonna tutti i beni acquistati nel suo regno da chiunque si sia e in qualunque maniera fossero posseduti: Swe proprio, sive possessorio aut executorio sive alio nomine. Non ci risovveniamo di aver veduto nulla di simile in tutta la storia di Francia. I gran signori nello scrivere ai re francesi suggellavano le lor lettere in oro od in argento. Filippo Augusto aveva conceduto all’abazia della Suassaie tutti i suggelli d’oro per quelle gli venissero indiritte. Filippo il Bello vi