DEI GRAN MASTRI DI MALTA 28r t’ Elmo. I cavalieri che ammontavano al numero di centotrenta si difesero con un coraggio di cui avvi pochi esempi. Finalmente la piazza venne espugnata il 23 giugno , quando l’ultimo legno fu posto fuori di combattimento. I Turchi attaccarono le altre piazze dell’ isola, che opposero la stessa resistenza ma con più fortunato successo. 11 7 settembre il generai Mustafà fece imbarcar di nuovo le sue truppe, spaventato da un rinforzo di sei mila uomini che conduceva il vice-re di Sicilia. Ma appena fu in mare, si pentì del preso partito, e sbarcò ancora a terra le sue milizie, le quali sconfitte il i3 dicembre furono obbligate a raggiunger disordinatamente i lor legni. Solimano infuriato di tale infortunio si preparò di ritornare in persona a Malta l’anno dopo i566, e durante il verno fece allestire una nuova squadra; ma il gran mastro trovò via di far appiccare il fuoco all’arsenale e ai cantieri del gran signore, e in esso anno i566 riattar fece il forte sant’ Elmo quasi interamente rovinato da Solimano, facendolo ricostruire presso una nuova città cui diede il proprio nome, e eh’ è oggidì una delle più forti piazze di Europa e il capo-luogo dell’ Ordine. Papa Pio V, ammirando, come dovevasi, il merito de la Va-lette, gli scrisse parecchi Brevi pieni di testimonianze le più luminose della sua stima e riconoscenza. Il gran mastro in una delle sue risposte si prese la libertà di rappresentargli il torto che i papi da qualche tempo facevano all Ordine coll’attribuirsi a danno delle sue prerogative il disporre del gran-priorato di Roma, e Pio V, l’assicurò con un altro Breve, ch’egli lascerebbe l'Ordine nel godimento de’suoi diritti alla prima vacanza. Nonostante avvenuta questa qualche tempo dopo, fu da Pio V nominato il cardinale Alessandrino di lui nipote senza nemmeno assoggettarlo al pagamento delle imposte affette a quel benefizio; del che piccatosi de la Valette se ne lagnò amaramente verso S. S. con una lettera di cui Cambiano di lui ambasciatore ebbe l’imprudenza di spargere alcune copie. Il pontefice tocco da questa mancanza di rispetto, vietò all’ambasciatore di comparire alla sua presenza, e questo ministro non osando di ritornare a Malta si ritirò nelle sue terre del Piemonte. Tutto questo gettò