DEI GRAN MASTRI DEL TEMPIO 319 vansi. Si presero le informazioni, ma in rpial forma ? Due scellerati rinchiusi pe’loro delitti, uno Templario e l’altro cittadino di Beziers, furono ammessi in qualità di denunciatori contra l’Ordine intero. Nel i3 ottobre i3oysi arrestarono in Parigi sessanta cavalieri in un al gran mastro e fu sì ben custodito il secreto, che tutti vennero arrestati all’ora stessa per tutta Francia. Nel 22 novembre il papa ordinò a tutti i sovrani d’Europa di gravare la mano contra i Templari. 11 re d’Inghilterra però prese la loro difesa. Da quest’ epoca Molay passe dalle prigioni di Parigi a quelle di Corbeil ; di là fu tratto a Chinon e finalmente ricondotto a Parigi, ove fu ultimato il suo processo dopo averlo assoggettato alla tortura. L’anno 1314 ( N. S. ) il lunedì dopo la festa di san Gregorio il Magno, giusta Guglielmo di JNangis, vale a dire il 18 marzo, egli fu condannato al fuoco per non aver voluto confermare le confessioni fatte durante la tortura, nè meno averle pubblicamente ritrattate. L’esecuzione seguì nella piazza che ora chiamasi Delfina. Il gran mastro ebbe a compagno del suo supplizio Gui fratello di Roberto III, delfino di Auvergne. Tutti due in morendo protestarono la propria innocenza. Nei Concilii di Parigi e di Senlis tenutisi l’anno i3io, si è parlato della morte data a molti altri Templari che fecero le stesse protestazioni. Il gran mastro Molay era sopravvissuto al suo Ordine, poiché questo fu soppresso da Clemente V, trovandosi al Concilio di Vienna in un concistoro secreto tenutosi il mercoledì santo 22 marzo i3t2^ soppressione che fu pubblicata il 3 aprile susseguente nella seconda sessione del Concilio, e non il 2a maggio come asseriscono Felibiano e Vertot. E a notarsi che la bolla da lui data il 2 maggio susseguente, VI, nonas rnaii, dice che tal soppressione non è altrimenti ordinata per giudizio definitivo , ma in virtù di sentenza provvisionale, e intanto dispone dei beni dei Templari a favore dei cavalieri di san Giovanni di Gerusalemme. In conseguenza della qual decisione il parlamento di Parigi pronunciò il suo decreto il mercoledì dopo I’Annunciazione i3ia (V. S. ) per porre fra Leonardo di Tibertis procurator generale del mastro e dei fratei-