DEI RE DI FRANCIA 335 clorico, padrone di una parte (lolla Borgogna, non si giovasse del soccorso di Alarico di lui genero, re de’Visigoti per invadere l’altra. Clodoveo ed Alarico troppo possenti e vicini per amarsi tra loro, si guardavano con reciproca gelosia e diffidenza. Il monarca francese più intraprendente del suo rivale, fece finalmente palesi gli ambiziosi disegni che nutriva contro di lui. La religione fu pure il pretesto della guerra che gli dichiarò. L’anno 5oj radunati i grandi del suo regno » è vergogna, disse loro, j’ che un principe ariano qual è Alarico re de’ Visigoti, « possegga la miglior parte delle Gallie » . Tutti al tempo stesso alzarono le mani e protestarono che nessun di essi non si raderà la barba prima di aver vinto e discacciato Alarico. Si aperse la campagna, e Clodoveo 1’ anno 507 vinse contra Alarico una grande battaglia a Vouglè presso Champagne-Saint-Hilaire sul Clain a dieci miglia da Poitiers ( gli autori contemporanei dicono in campo o Campania Vocladensi ), uccise di sua mano quel re, e diviso poscia il suo esercito, ne diede una parte a Thierri di lui tìglio perchè si recasse ad impadronirsi dell’ Albi-gese, del Rouergue, del Querci e dell’ Auvergne come gli riuscì, mentre egli stesso fece il conquisto del Poitou, del Saintonge , e del Bordelais ove passò l’inverno. Alla primavera seguente dopo aver soggiogata la Novempopu-lania comparve davanti Tolosa che gli aprì senza resistenza le porte. Egli portò seco il rimanente dei tesori di Alarico che il suo successore Gesalrico non aveva potuto asportare ritirandosi a Carcassona, e trasferir li fece a Parigi. Risoluto di discacciar interamente dalle ^Gallie i Visigoti, marciò verso Carcassona di cui fece l’assedio. Suo figlio Thierri a cui erasi unito Gondebaldo re di Borgogna, tentava intanto d’ impadronirsi della città di Arles; ma fu sconfitto e fugato dal generale Ibbas inviato da Tcodorico re d’ Italia in aiuto della piazza. Alla nuova di tale sconfitta, Clodoveo levò l’assedio da Carcassona c ripassò in Aquitania ove assediò la città d’An-gouleme che si arrese dopo aver veduto cadere quasi per prodigio una parte delle sue mura. Di là si recò a Tours ove trovò gli ambasciatori dell’ imperatore Anastasio che gli presentarono a nome di questo principe il brevetto