DEI SULTANI EC. vendetta col devastarne il territorio, non clic le terre di Tiro, Tripoli ed il castello di Krac ossia dei Kurdi. Distrusse poi anche interamente Tiro, e volando jnaisempre di conquisto in conquisto tolse ai Franchi nell’ anno 664 dell’Egira (1266 di Gesù Cristo ) Cesarea, Arsouf, Ker-kisia. Tra queste piazze Safad ch’era la più forte sostenne un lungo assedio ; ma ridotta agli estremi capitolò finalmente il 19 di ramadhan (24 giugno) dell’anno stesso. Il vincitore nell’entrar in Saphad voleva costringerne gli abitanti a farsi maomettani; al che avendosi seicento di loro rifiutato, n’ ebbero mozza la testa per ordine di Bi-bars, facendo scorticar vivi due frati minori Jacopo Dupuy c Geremia*, che gli avevano consigliati a quel generoso rifiuto. Quinci passò in Armenia e vinse in battaglia i figli del re ch’era assente ( Ved. Alton re di Armenia). L’anno 6(5(3 dell’Egira il 22 di dgionmadi II, ( 9 marzo 1268 di Gesù Cristo) egli sorprese Jall’a 0 Joppe,c nell’anno stesso il i5 di ramadhan secondo gli uni, 0 il 29 secondo altri ( 29 maggio 0 12 giugno) espugnò per assalto la città di Antiochia, dandola poscia al saccheggio. Ma Edoardo principe reale d’Inghilterra giunto 1’ anno 669 dell’Egira in Palestina alla testa di trecento cavalieri, arrestò i suoi progressi, e Bibars lo fece assassinare da uno de’ suoi emiri che fingeva di tradire il suo padrone. L’emiro però cadde ucciso sul momento per mano del cavaliere Latimer , ed Edoardo non riportò che una ferita nel braccio di cui in breve tempo guarì. Le circostanze non gli permisero di fare di questa perfidia del sultano tutta la vendetta meritata. Bibars Panno 670 dcl-l’Egira avvicinatosi a Tolomaidc conchiuse il 6 di redgeb (7 febbraio 1272 di Gesù Cristo) una tregua con quel principe, e con Ugo di Lusignano re di Cipro e Gerusalemme per lo spazio di dieci anni, dieci mesi, e dieci giorni. Racconta un’antica cronica manoscritta che Panno 674 dell’Egira (1275 di Gesù Cristo) egli percorse le pianure dell’Armenia a mano armata uccidendo ben duecentomila persone oltre diecimila fatti prigionieri, e più che trecentomila tra cavalli ed altre bestie, obbligando il re e le sue genti a ritirarsi nelle montagne : que’ che poterono si salvarono per mare, ma caddero in potere dei