DEI GRAN MASTRI DI MALTA 273 sullo sfasciume de’lor baloardi, molti perirono, e il gran mastro riportò cinipe profonde ferite. Malgrado tutte queste perdite, i Turchi furono fugati e costretti a rimbarcarsi il 19 agosto lasciando novemila morti sul campo oltre quindicimila feriti. Tale fu l’esito di quel famoso assedio che aveva durato per ottantanove giorni. Guillet nella vita di Maometto II, ci fa sapere un aneddoto di cotesta spedizione, che è prezzo dell’ opera narrare: » I n Turchi, die’egli, avevano inalzata una batteria di sedici » grossi cannoni, il cui enorme calibro superava quello » della artiglieria adoperata nell’assedio di Scutari. I Cri-» stiani vi opposero con molto successo una controbatte-» ria di nuova invenzione. Uno de’loro ingegneri assistito » dai consigli dei più abili marini e di alcuni carpentieri » della città, inventò una macchina propria a lanciar pie-» tre di spaventevole grossezza, lo che impedì al nemico di » spingere il lavoro de’suoi approcci, atterrò le fascinate, » aprì le trincee, uccise la più parte dei lavoratori e sparse ” la carnificina tra tutti que’che si trovarono alla loro por-» tata. Gli assediati chiamarono per irrisione cotesta mac* » china il tributo, alludendo al tributo richiesto da Mao-» metto, e lo avvertirono che glie ne facevano il pagasi mento alla lor foggia . . . L’effetto fu tanto, che la « pesantezza delle pietre aprì il terreno ch’era scavato al » di sotto dai minatori, e rimasero colpiti i minatori e » quelli che apparecchiavano i fornelli sotto l’esteriore » della piazza » . Il gran mastro ricevette a Rodi l’anno 1482 il principe Zizim fratello e rivale di Bajazette II, successore di Maometto IL In capo a tre mesi egli lo fece passare in Francia per sottrarlo alle insidie di suo fratello, e fu guardato a vista dai cavalieri nella commenda di Bourg-neuf nel Poitou. Fu richiesto da molti sovrani per esser posto al Comando de’ loro eserciti contra Bajazette, e l’anno 1489 venne preferentemente agli altri rimesso tra le mani degli agenti di papa Innocente Vili (Ved. Bajazette II). In riconoscenza di tale servigio, il papa mandò il cappello cardinalizio a d’ Aubusson con un Breve 14 marzo dell’anno stesso. Finì i suoi giorni questo gran mastro il 3 luglio i5o3 in età di ottani’anni. T. IV. 18