DEI GRAN MASTRI DI MALTA 241 lare ed ospitaliere) di san Giovanni, ci contenteremo di dar la serie de’suoi gran mastri in un ai tratti principali del loro governo ; avvertendo che in ciò sarà nostra par-ticolar scorta per 1’ ordine cronologico il p. Sebastiano Paoli nell’ eccellente sua opera che ha per titolo : Codice diplomatico del sacro Ordine militare Gerosolimitano, oggidì di Malta , e ad essa rimanderemo, a meno che non sia altrimenti indicato, nel citar che faremo documenti per appoggiare le nostre epoche. Prima però di cominciar siffatta enumerazione è prezzo dell’ opera di dare una succinta idea della costituzione dell’ordine quale esisteva prima della rivoluzione francese. Cinque classi distinguonsi nell’Ordine di Malta. i.° Quella dei cavalieri di giustizia , che devono far prova di sedici quarti di nobiltà, otto per parte paterna, ed otto per materna : 2.0 i cappellani conventuali : 3.“ i serventi d’armi: 4-° > Pret> fratelli d’obbedienza: 5.° i donati che non portano che la croce a tre rami. Le tre prime classi compongono ciò che chiamasi il Triumvirato, e concorrono all’ elezione del gran mastro. Queste stesse tre classi componevano a Malta le assemblee delle lingue , e dei ■capitoli provinciali ne’gran priorati respettivi. I preti di obbedienza erano addetti all’ ordine e professavano lor voti per possedere i beneficii ai quali erano stati nominati. Conferivasi la mezza croce di donato a que’ laici che il gran mastro voleva ricompensare dei servigii resi da essi alla religione. I cavalieri, i cappellani conventuali, e i serventi d’armi vengono accolti anche in età minorenne quando però siasi ottenuta la dispensa del papa , oppure in età maggiore cioè a quella di sedici anni compiuti eh’è l’età ordinaria per essere ammessi. La dote ossia il passaggio da pagarsi al tesoro è più 0 men grande. Nella classe dei cavalieri, convien distinguere quello dei paggi del gran mastro che ne aveva ventiquattro destinati al suo servigio. Essi venivano ammessi dai dodici sino ai quindici anni, dopo aver fatto prima le loro prove. Quelle dei cappellani conventuali e de’serventi d’armi, consistevano nel provare la più onorevole cittadinanza da cinque generazioni1 T. IV. 16