DEI CALIFI 2!> menti la vita; dogma fecondo di vittorie e che più di tutto contribuì ai progressi della sua setta, ed a stabilire la potenza dei Maomettani che chiamansi anche Musulmani. Ma Maometto era nemico della religione Cristiana e più ancora dell’Ebraica. L’anno ottavo dell’Egira egli dopo undici fatti, sconfisse intieramente gli Ebrei stabiliti nell’Arabia, prese tutte le piazze da lor possedute, e trattò cotesta nazione coll’estremo del rigore. L’anno stesso (63o di Gesù Cristo) la città della Mecca atterrita dai progressi di Maometto gli apri le porte il 21 di ra-madhan (12 gennaio). Padrone della piazza egli allora rccossi al tempio del Caaba, lo purificò dagl’idoli che lo bruttavano , e vi stabilì il culto della propria religione. Passò poi l’anno nono dell’Egira nella Siria ove riportò alcuni vantaggi. Di ritorno a Medina, ricevette parecchie deputazioni da molte tribù arabe , che domandavano di abbracciar l’islamismo. Suo cugino Alì fu scelto ad istruirle. I Musulmani chiamano quest’anno Vanno delle ambascerie. Nell’anno dell’Egira io il 25 di dzoulcaada (22 febbraio 632 di Gesù Cristo ) Maometto intraprese con grande apparato il viaggio alla Mecca detto dai Musulmani il pellegrinaggio deli’ addio , e morì a Medina l’anno seguente dell’ Egira in età di sessantatre anni compiuti in casa di Aiesha figlia di Aboubecr , la prediletta delle sue mogli, di cui n’ebbe sino a quindici in una volta, benché non ne accordasse a’ suoi seguaci che sole quattro, permettendo però loro di prendere a concubine quante schiave essi giudicassero opportune. L’epoca precisa di sua morte forma tra gli eruditi una difficoltà che da Abul-feda venne risolta col dire che morì in giorno di lunedì i3 del mese rabiò l, (Vit. Mahum. p. 138 e A miai. Arab. p. 56) locché corrisponde al 8 giugno 632 di Gesù Cristo. La sua morte fu conseguenza di lento veleno versato sopra una spalla di montone che tre anni prima eragli stata apprestata da una fanciulla ebrea, di lui concubina in vendetta della morte di suo fratello da lui ordinata e della propria nazione che aveva sterminata. Il corpo di questo illustre impostore fu interrato nella stessa stanza in cui morì, e fu dappoi convertita in moschea. Una mezza luna di ferro carica di pietre preziose, sospesa