DEI GRAN MASTRI DI MALTA a65 musulmani. Ma le infermità che 1’ afflissero, non gli permisero di porre ad esecuzione il suo progetto, e morì sul principio dell’anno i3oj. XXIV. FULQUE DE VILLARET. 1307. FULQUE DE VILLARET, fratello di Guglielmo, lo sostituì nella dignità di gran mastro. Il suo primo intendimento fu di eseguire il disegno del suo antecessore pel conquisto di Rodi. Mercè una crociata cui ottenne da papa Clemente V, si rese padrone per assalto della capitale dell’isola il i5 agosto i3io, e subito dopo il rimanente del paese e l’isole adiacenti caddero sotto il dominio de’cavalieri. Rodi divenne allora il capo-luogo dell’Ordine, e Fulque gli diede il suo nome. Nell’anno i3i2 attesa la soppressione dei Templari vennero aggiudicati agli Ospitalieri i beni di quella cavalleria; nè Ottomano sultano dei Turchi vide senza provarne gelosia e timore i progressi di un Ordine , la cui prosperità formava necessariamente inciampo alla sua. Perciò recossi l’arino 1315 con formidabile esercito ad assediar Rodi; ma i cavalieri soccorsi da Amedeo V, conte di Savoia, l’obbligarono a retrocedere. Dopo quest’epoca Villaret non più sostenne quella riputazione che le sue belle imprese gli avevano procacciate. I cavalieri sdegnati del suo lusso, della sua mollezza e dispotismo, si adunarono in capitolo, lo deposero e nominarono in sua vece Maurizio di Pa-gnac. Villaret appellò a Roma dalla sua deposizione, e il papa durante il processo nominò Gerardor dei Pini a vicario generale dell’Ordine. L’anno i3ig, non i32r come vorrebbe Vertot, Villaret non vedendo speranza di poter riguadagnare gli animi , die’ volontariamente la propria dimissione nelle mani del papa; e gli fu assegnato a titolo di compenso il priorato di Capua. Non si recò per altro a dimorarvi, e passò in Francia presso sua sorella, dama del castello di Tiran in Linguadoca, ove morì il i.° settembre 1327. Il suo corpo fu sotterrato nella Chiesa di san Giovanni a Montpellier.