DEI GRAN MASTRI DI MALTA a3g brava il servizio secondo il lor rito, il monastero prese il nome di monasterium de Latina (i). Guglielmo di Tiro aggiunge, che gli Amalfitani stabilirono pure nella stessa città un monastero di religiose sotto il titolo di santa Maria Maddalena per le donne che si recavano a visitare i luoghi santi, e chiama Agnese 1’ abadessa che ne aveva la direzione, quando Gerusalemme cadde in potere dei Franchi. La carità, secondo lui, indusse i religiosi del monastero latino a formare un ospizio dedicato a san Giovanni l’elemosiniere pei pellegrini tanto malati che sani, ridotti tutti ad estrema miseria pei cattivi trattamenti riportati dagli infedeli, e questi pii stabilimenti erano mantenuti medianti somme che gli Amalfitani facevano passare annualmente a Gerusalemme. Ma nè questo storico nè Jacopo di Vitri, che in tal parte non fa che copiarlo, non ci danno contezza quale si fosse propriamenre lo stato di quelli che servivano l’ospizio dei pellegrini sotto gli ordini dell’ abate di santa Maria. Iperio però nella sua cronica assicura positivamente, ch’erano oblati ossia frati laici dell’ordine di san Benedetto, e eh’ è tale l’origne dei cavalieri ospitalieri di san Giovanni. Fratres S. Johannis in Jerusalem, die’ e-gli, (¡ni alio nomine dicuntur hospitiilarii, primo fue-f runt fratres laici sub A blatte B. Mariae de Latinis or-dinis S. Benedicti professi. (1) Questo non era il primo istituto religioso di rito latino che fosse stato eretto a Gerusalemme dopo 1’ invasione dei Musulmani. Sino dal secolo IX, quando il califo Harun spedi a Carlo Magno le chiavi del santo Sepolcro, erasi quivi fabbricata per ordine del monarca francese una Chiesa ad onore di Maria Vergine con un ospizio pei pellegrini, che venivano dall’ Occidente alla visita de’luoghi santi. Il monaco Bernardo die scriveva 1’ anno 870 all’incirca, nella relazione che dà del suo viaggio a Terra-Santa dice.' Ibi ( Jerosolymis) habetur hospitale in quo su-scipiuntur omnes qui causa devotionis illum adeunl locum lingua loquentes romana cui adjacet ecclesia in honore sanctae Mariae, nobilissìmam habens bibliothecam studio praedicti Imperatoris ( Caroli Magni)» Egli aggiunge, che di faccia a quest’ ospizio eravi un mercato pei Franchi in generale: forum in quo’ unusquisque negocians sol vi t dúos áureos illi qui illud providet ( Acta Sanctorum Ord. S. B. T. IV. p. 445-474). Ma questo stabilimento non più sussisteva nel-1’ undécimo secolo.