DEI GRAN MASTRI ni MALTA 277 cilia la nomina di uno dei tre soggetti che gli fossero presentati dall’ Ordine per coprire quel seggio. Così disposte le cose, il gran mastro imbarcossi, e giunse a Malta il 26 ottobre dell’ anno stesso. Lo segui 1’ Ordine e si trasportarono sopra un arido scoglio che copre appena in alcuni siti una leggiera superficie di terra. Trovarono la città di Malta e alcune case diroccate sparse nell1 isola , tutto da riedificare. Si corruccio il gran mastro alla vista di tante difficoltà, e paragonando il soggiorno delizioso, e le-fertili terre di Rodi con cotesto nuovo soggiorno, die1 opera a fortificarlo. Poco dopo vennero due rinnegati a visitarlo, e gli promisero farlo padrone dell’importante piazza di Modone nella Morea. Egli accettò le loro offerte , e fece per tal conquisto un grande armamento che non riportò altro effetto che di saccheggiare Modone dovuto ben tosto abbandonarsi. Mentre si occupava interamente del bene dell’ Ordine , insorse discordia che giunse all’ ultime estremità per la morte di un cavaliere francese ucciso Panno 1533 da un gentiluomo fiorentino familiare di Sai-viati priore di Roma. I confratelli nazionali del morto, presero l’armi per vendicar l’omicidio. Quelli delle lingue d’Italia, di Spagna, d’Aragona e Castiglia, si dichiararono per Salviati. V’ebbero tra i due partiti diversi combattimenti, è il gran mastro dovette far uso di tutta la sua prudenza e fermezza per calmar questa procella, e condurre al dovere i faziosi. Non sopravvisse però guari al ristabilimento della pace, morto essendo il 22 agosto i534 carico d’anni e di gloria. Sulla sua tomba si scolpirono queste poche parole che pur contengono un compiuto elogio: Qui riposa la viriti vincitrice della fortuna. La sua famiglia cadde poscia nell’indigenza, e si vide verso il 1730 un gentiluomo di quella costretto a trasportar pietre ne’ dintorni di Troyes nella Sciampagna , per aver mezzo di alimentare suo padre.