« DEI CAL1FI .55 n cazione delle figlie. Sovente ripetonsi questi bei matri-» monii, se così lice chiamarli. I coniugi l’uno dell’altro n contento dopo una prova di molt’anni contraggono una » stabile unione, tanto più solida quanto è stretta dai » vincoli dell’ amicizia , e fortificata dall’ abitudine » . ( Ance. Mus.). Tolga però Iddio che noi pretendiamo di giustificare convenzioni di tal fatta, tanto contrarie alla legge divina, le quali dichiarano di sua natura- indiscioglibile il matrimonio. MOTASSEM 27.® Califo. 218. dell’Egira (833 di Gesù Cristo) MOTASSEM, terzogenito del califo Ilaroun, succedette al proprio fratello Mamone. I primi anni del suo regno furono illustrati da un’impresa che gli assicurò un posto distinto tra i benefattori dell’umanità. L’anno 220 dell’Egira , egli fondò la città di Samarah 0 Sermenrai sul Tigri, dodici leghe lontana da Iìagdad. Per carattere era inchinevole alla pace, ma la vendetta gli mise l’armi in mano. L’anno 224 egli invase il territorio dei Romani, prese e saccheggiò parecchie città, ridusse in cenere quella di Amorium, e ciò a titolo di rappresaglia per le crudeltà inaudite esercitate dall’imperatore Teofilo l’anno prima sulle terre de’Musulmani. Morì Motassem in età di quarantanov’anrii a Samarah da lui fondata c resa la capitale del suo impero , il di 18 di rabiè I, 227 (5 gennaio 842 di Gesù Cristo). Sotto il suo regno cominciarono i Turchi a prender servigio presso i califi. Egli comperò nel Turchesta» molti schiavi di cui compose una milizia brillante, i quali poscia sollevaronsi contra i loro padroni, e giunsero persino a dettar loro la legge.