DEI GRAN MASTRI DEL TEMPIO Ramircz precettore di Castiglia clie venne erroneamente preso come gran mastro dell’Ordine. L’anno 1217 fu memorabile nei fasti della Spagna per la vittoria riportata dai Cristiani sui Mori dopo la presa di Alcazar. La maggior parte di questi successi fu dovuta al valore dei cavalieri. Mori du Plessicz in quest’ anno. Il du Cange gli dà a successore Deodato di Rcrsiac che in verun luogo è qualificato per gran mastro, neppure in quelli che sono citati da quest’autore. XIV. GUGLIELMO DI CHARTRES. 1217. GUGLIELMO DI CIIARTRES, di nazione francese, fu l’immediato successore del gran mastro Ples-siez. Il si confonde male a proposito • con Guglielmo di Montedon, essendo due individui diversi, l’ultimo de’qua- li non mai pervenne alla dignità di gran mastro. Il primo era figlio di Milone IV, conte di Rar sulla Senna , col quale trovossi nell’anno 1218 all’assedio di Damietta, come lo attesta nella storia di questa spedizione Oliviero che pure vi si trovava. P'enit ctia.ui . . . Comes Barri et fìlius cjus fraler Villclmus de Carnoto magister mili-Uae templi ( si pud Eccard. Cosp. hist. med. aevi T. II. p. 1406). I Templari allora cominciarono a costruire il famoso castello de’ Pellegrini sulla cima di uno scoglio tra Dora e Cesarèa; intrapresa dispendiosissima, ma del pari vantaggiosa. Questo solo forte fece più male agli infedeli che tutto un esercito in campagna. Latino 1218 fu vanamente insultato dal nemico durante l’assenza dei cavalieri occupati nell’assedio di Damietta, ove fecero pro-digii di valore. L’anno 1210 morì Guglielmo di Chartres davanti a Damietta di malattia epidemica prodotta da escrescenza del Nilo (V. sopra Scherferdin sultano di Damasco). Papa Onorio HI, gii scrisse l’anno 1218 per pregarlo di vegliare alla conservazione del regno di Cipro dopo la morte del re Ugo I. Rubeo nella Storia di Ravenna ( lib. VI. p. 880 ) ci ha conservata una risposta di questo gran mastro allo stesso papa per informarlo dello stato di Terra-Santa (V. i conti di Bar sulla Senna).