DEI MOGOLLI EG. »% Bajazette il più orgoglioso degli uomini comparve dinanzi al suo vincitore mostrando più fierezza che cordoglio. Tamerlano sguardatolo un istante, e vedendo ch’era cieco d’ un occhio, non potè trattenersi dal sorridere : Non è da uomo di gran cuore, gli disse Bajazette, d’ iris aitare a un infelice: lo non insulto al tuo stato, soggiunse Tamerlano, ma rido perche la fortuna abbia diviso l’impero del mondo tra un monocolo come te, ed uno zoppo come me. Difatti Tamerlano era rimasto mal concio da una ferita riportata in un piede in una battaglia. Tu avresti potuto con un po di condiscendenza, soggiunse il Tartaro , evitare la tua sciagura. Approfitta della tua fortuna, gli rispose il fiero ottomano, ne t’impaccia in darmi lezioni. Malgrado questa superbia importuna e in qualche guisa oltraggiatile, Tamerlano gli prodigò i buoni trattamenti e nulla obbliò per consolarlo nella sua disgrazia: stava anche per ridonargli la libertà quando Bajazette mori (Ved. Bajazette l, imperatore ottomano). Alla battaglia d’Angouri tenne dietro il conquisto della Natòlia. Prusa fu ridotta in cenere, Nicea saccheggiata, e tutto il paese sino al Bosforo di Tracia devastato. L’anno ì/^o^ di Gesù Cristo Tamerlano ritornò in Samarcanda, donde dopo aver fatto qualche soggiorno partì pel conquisto della Cina. Ma fu da morte sorpreso ad Otrar nel Turquestan il i.° aprile i/\o5 di Gesù Cristo ( 3o di ramadham 807 dell’ Egira) all’ età di settantun’ anno. Questo principe istancabilc non solo era zoppo, ma anche mancino dal lato destro. Egli non ebbe altra regola fuorché la sua ambizione, e si credette tutto lecito per giungere alla monarchia universale cui agognava. Il p. Catrou ( Hist. gen. de V emp. da Mogol T. I. p. 7) vorrebbe far credere ch’egli fosse inclinato al cristianesimo. Ma d’Herbelot (p. 888) pensa con più ragione che quel principe favorisse preferentemente il maomettismo. Non seguiremo più oltre gl’imperatori tartari, i cui affari non ebbero in seguito quasi più vcruu rapporto con quelli dell’ Europa.