DEI GRAN MASTRI DI MALTA 2/,5 io così antica come la croce di tela. Nella guerra contra gl’infedeli essi portano una sopravvesta rossa informa di dalmatica, con una croce bianca senza punta per dinanzi e di dietro. Se ne vedrà più avanti l’origine. Finalmente si osserva che 1’ ordine di cui si tratta è composto d’ambi i sessi. Sino dalla fondazione dell’ospitale di san Giovanni si si accorse doversi provvedere così ai bisogni delle donne come a quelli degli uomini; lo che die’ luogo ad un secondo stabilimento, alla cui direzione fu posta una dama romana detta da Guglielmo di Tiro Agnese, com’è confermato da un vecchio manoscritto della regina di Svezia. Essa Agnese osservar fece la stessa regola di quella degli Ospitalieri entro il suo monastero cui assoggettò al capo dell’ ordine ; istituto che si sparse in varii luoghi e che ancor sussisteva prima della rivoluzione. I. GERARDO. GERARDO, che i moderni per singoiar errore chiamarono Tum o Tunc , per aver letto in alcune antiche cronache ove si parla di lui: Gcrardus tum, o Gerar-dus tunc, convertendo in tal foggia in soprannome un avverbio, era nativo ,d’Amalfi, giusta il p. Sebastiano Pao- li, ovvero di san Geniez, oggidì Martigues, nella Provenza , secondo Bouche, o se si dà fede al p. Antonio Paoli del castello d’ Avenes nell’ Hainaut, essendo suo padre ad un tempo castellano e signore di Lenze. Seguendo il parere di quest1 ultimo critico, egli pretende esser egli quel desso che Gerardo d’Avenes, di cui narra Alberto d’A'ix (lib. VII. p. 2^3 ) che trovandosi in ostaggio nella città di Assur o di Àrside in Palestina mentr era assediata da Goffreddo di Buglione dopo il conquisto di Gerusalemme, venne dai Musulmani legato con corde ad una croce sulla cima di un grand’ albero da essi posto sui loro baluardi alla vista degli assedianti; pel qual sup-plicio non fu interrotto l’ assedio, e al quale sopravvisse per una specie di miracolo. Alberto d’ Aix non ne dice per quanto tempo sia egli rimasto in tal posizione, nè