DEI RE DI FRANCIA 4i3 i Bavari, ristabilì Tassilone, prese Grlppone, lo condusse in Francia e gli diede in partagio la città di Mans con dodici contee; numero allora bastante per comporre un ducato. Ma l’anno 751 Grippone sempre inquieto cercò asilo presso Waifre duca d’ Aquitania. Pipino non giudicò opportuno ^'inseguirlo, ravvolgendo in mente oggetto più interessante. Sovrano di fatto, mancava però del titolo di re; titolo imponente per la moltitudine la quale più si accontenta dei nomi che delle cose. Per ottenerlo egli adoperò così scaltramente di far sembiante di esser pronto a ricusarlo quando gli venisse offerto dai grandi e dalla nazione sollecitati da’suoi emissarii. Voleva anche 0 fingeva volere che su ciò si avesse a rimettersi al sommo pontefice. Per conseguenza Burchard vescovo di Wurtz-bourg e Fulrad abate di san Dionigi vennero deputati a Roma per consultare l’oracolo il cui responso fu quale il desiderava Pipino. Questi allora sicuro del fatto suo, adunò nel mese di marzo 75a un parlamento a Soissons, ove venne acclamato a re. Nel tempo stesso fu deposto Cliil-dcrico, tagliato i capelli e rinchiuso nel monastero di Sithiu (oggidì san Bertin a sant’Omer) ed ivi morì l’anno 755, lasciando un figlio di nome Thierri, che fu inviato al monastero di Fontenelle (al presente san Van-driIle) ed allevato nell’ignobilità. Questa fu la fine dell’illustre dinastia della stirpe di Clodoveo che aveva regnato nelle Gallie per lo spazio di olire 270 anni. .Sino a che visse Carlo Martello, a malgrado che godesse della suprema autorità, tutto nei placiti e nelle assemblee dei Francesi facevasi in nome del re. Vedesi a cagion di esempio un privilegio accordato al monastero di san Dionigi da Thierri IV, sulla preghiera di Carlo prefetto del suo palazzo; preghiera che a dir vero equivaleva ad un comando attesa la dipendenza in cui i prefetti del palazzo tenevano i re; ma Pipino e Carlomano non lasciarono a Childerico neppure i diritti onorifici della sovranità. Essi agivano e regolavano quasi ogni cosa in proprio nome ; donde il non trovarsi nessun diploma originale che porti in fronte il nome di Childerico III. Sovente pure ne’ Concilii e negli atti pubblici ommettevano i notai gli anni del regno di quel principe. Vedesi in Gol-