DEI RE DI FRANCIA tima. Pascliase Radebert, nella vita di san Adelardo dice che egli abbandonò la corte scandalezzato da questo matrimonio , e passò a farsi monaco a Corbia, di cui divenne poscia abate (V. qui sotto Pipino re d’Italia). glie che aveva sposato nel 768, si rifugiò co’suoi figli Pipino e Siagrio presso Desiderio re de’Lombardi, che nulla trascurò per far collocar sul trono il primogenito, e procurò d’indurre l’anno 772 papa Adriano I, a consacrarlo in re; ma vani riuscirono i suoi sforzi. CARLOMAGNO solo. L’an. 772 CARLOMAGNO padrone di tutta la monarchia, dopo la morte del fratello Carlomano, tenne un’assemblea a Worms, in cui fu fermata la guerra contra i Sassoni nuovamente ribellatisi. Egli entrò in Sassonia alla testa di un esercito , e vinse contra i Sassoni comandati da Witikindo la battaglia chiamata del Torrente. Le venne questo nome da un torrente che attraversava il luogo ov’essa fu combattuta, e che essendo allora asciutto, si empì improvvisamente di acqua copiosa e molto acconcia pei Francesi arsi da forte sete che li inclinava ad eseguire la ritirata. Prese poscia il castello di Heresbourg, oggidì Stadberg nella Westfalia, e distrusse il vasto tempio di Irmensul. Era questa una specie di divinità tutelare pei Sassoni e la distruzione di quel tempro die’occasione ad una festa che celebrasi ancora ogni anno la vigilia della domenica Laetare ad Ilildesheim ove ai tempi di Luigi il Semplice fu trasportata la colonna che sosteneva l’idolo. I Sassoni ridotti alle estremità chiesero istante-mente la pace e I’ ottennero col dare ostaggi. Carlo non era meno di suo padre Pipino devoto alla Santa Sede. Egli nell’anno 773 ad istanza di papa Adriano I, portò l’armi in Italia contra il re Desiderio che aveva sottratto alla Chiesa romana parecchie piazze. Desiderio non osando tener fronte all’ esercito francese, si chiuse in Pavia ad esempio di Astolfo suo antecessore. La piazza venne investita, e resistette per otto mesi inte-