DEI SULTANI TURCHI EC. 87 l’assedio il 25 maggio dinanzi a Nicca, e Kilidge Arslan eh’erasi recato in cerca di soccorso presso i suoi vicini, diede due battaglie agli assedianti, c fu sconfitto. Finalmente dopo trentacinque giorni di assedio la città si arrese il 20 giugno non già ai crociati, come narrano alcuni cronisti, ma all’imperatore Alessio attese le pratiche di Butumite suo generale da lui spedito con milizie per agevolare la spedizione. I crociati privati con ciò del bottino , la cui speranza aveva sostenuto il loro coraggio, furono in procinto di ricominciare l’assedio di Nicea a danno dei Greci. Se non che i loro capi corrotti dalle carezze e dai presenti dell’imperatore, acconsentirono a lasciarlo in possesso della piazza, e l’esercito continuò la sua strada passando sul ventre del nemico. Si fa menzione di altre tre vittorie da esso riportate nell’attraversare 1’Asia minore , l’una il 1.“ luglio nelle pianure di Dorilea nella Frigia, ove il sultano venne ad attaccarla alla testa di cen-cinquantamila cavalli, e duecentomila- fanti; e le altre due nella Pisidia e nella Licaonia. In seguito poi se ne rivalse Kilidge Arslan, poiché nel mese di ramadhan 494 (luglio jioi di G.C.) egli sperperò successivamente tre nuove armate di crociati che attraversavano l’Asia, l’una diretta dal conte di Tolosa e da quello di Blois, la seconda comandata dal duca di Aquitania e dal conte di Vermandois, al quale erasi unito Welfo duca di Baviera, e la terza sotto gli ordini del conte di Neyprs. L’anno 5oo dell’Egira il 20 di dzoulcaada (i3 luglio 1107 di Gesù Cristo) egli perì in battaglia contra Al-Jawelli sultano di Boha 0 di Edes-sa. Racconta Abulfaragio, che abbandonato dai suoi nella mischia gettossi in un guado della riviera di Chabul ove si difese sinché il suo cavallo perduto di forze cadde nel-l’acqua e secolui annegossi. III. S A I S A N. 5oo dell’Egira ( 1107 di Gesù Cristo) SAISAN, così chiamato dai Greci, primogenito di Kilidge Arslan, fu il suo successore. 11 suo regno fu una serie di sciagure. Gli emiri usurparono una parte de’ suoi stati. L’ imperatore