a78 DISSERTAZIONE dell’uscita dall’Egitto degli Israeliti non si legge clie la Scrittura faccia veruna distinzione di mesi, nè di giorni di mese fuor che nel racconto del diluvio. Prima però del Des Vignoles non si è mai giudicato che ciò ch’essa ne dice, bastasse a determioare quale nei secoli primitivi sia stata la forma e la tirata dell’anno. Verso il 1617 Giovanni Moltero professore di lettere ebraiche nell’Accademia di Marbourg pubblicato avendo su questa materia un trattato apposito che comincia con queste parole: antiquissima est anni forma illa, qua Moses describit diluvium universale; egli dice alla pagina seguente: Quaenam vero anni diluviani forma juerit, non satis liquet, nec etiam, ut infra demonstrabitur, satis unquam liquere poterit. Dopo di aver ampiamente spiegato i metodi di cui si son serviti Scaligero, gli Ebrei, e Bunting, dichiara egli il suo parere in questi termini: Si quis nunc senteniiam nostrani roget, sic existimarnus rationem anni diluvialis, nisi assurnptis hypothesibus incertis, prorsus inexplicabilem esse, e conclude cosi: sic igitur concludimus, omnes eos vanum laborem sumere qui certain anni diluvialis formarti et quantitatem ex Mose exprimere nituntur. Questo è un dir molto per favoreggiare la pigrizia; giacché v’ha egli apparenza che ciò cui il corpo degli Ebrei, ciò cui un Runting, ed uno Scaligero fra i Cristiani non riuscirono di fare, altri il faccia? Tuttavolta vediamo da noi stessi, quand’anche ciò non riuscisse che a rendercene vieppiù certi, se ci sembra realmente impossibile di riuscirvi. La Scrittura dice fra 1’ altre cose, che il diluvio cominciò il diciasettesimo giorno del secondo mese, e che in questo stesso giorno Noè entrò nell’arca colla sua famiglia. Essa aggiugne che le acque coprirono la terra per lo spazio di cencinquanta giorni, e die dopo cencinquan-ta giorni cominciarono a diminuire. Finalmente ella dice che il diciasettesimo giorno del settimo mese, l’arca fer-mossi sulle montagne dell’ Armenia. Il testo ebraico, cui ci attengliiamo, è qui in tutto conforme al Pentateuco Samaritano. Se non che invece del diciasettesimo giorno, che vi si legge due volte, la versione dei LXX, ha scritto due volte il venscttesimo