SULL’ ANNO ANTICO cevuta presso un gran numero ili dotti clie scrissero dopo di lui. Egli la fonda su ciò che Dio disse prima del diluvio, i loro giorni saranno 120 anni. Si potrebbe con cgual ragione fondarla anche sulla seguente osservazione di uno storico romano: doctissirni mathematicorum centum et vigilili annos ad vwcndu.ni datos judicant, ncque am-pliits cuìquam Jactitant esse concessimi; e ciò tanto più che Mosè autore della storia del diluvio visse precisa-mente questo numero d’anni. Il secondo spediente è di qualche appariscenza; vero essendo che gli antichi Egiziani prima dell’impero di Augusto aggiugnevary) ai 36o giorni dell’anno antico co-desti 5 giorni che chiamansi epagomeni. Ma quello che trattasi di sapere si è se tale addizione si facesse del pari anche nella primiera antichità. II nome stesso di eirayofj.tvoci , che suona aggiunti, dà luogo a credere questa addizione essere stata latta all’anno antico nel seguito dei tempi. E di fatto ove si domandino agli ultimi Cronisti delle prove di tal loro avviso che risalgano almeno ai primi tempi dell’Esodo, essi se ne stanno in silenzio, e questa domanda rimase senza risposta fino al Des Vigno-les, quantunque siano scorsi più- che 100 anni, dacché fu proposta. Quanto al 3.° n’ è l’autore il padre Bonjour, di cui ne dice Vignoles non aver potuto veder l’opera. Egli intraprende di provare, come asserisce il le Clerc, che l’anno primitivo e patriarcale avea 12 mesi di 3o giorni per ciascuno, ai quali se ne aggiungevano 5 per fare un anno solare, ed uno intero ogni 4 anni come nei nostri bisestili. Egli pretende in particolare che l’anno del diluvio sia stato di 12 mesi ognuno di giorni 3o, e di 6 giorni, aggiunti, avendo cominciato quest’anno il 18 aprile dell’anno 2291 prima di G. C., che corrisponde all’anno del periodo giuliano 2423. Dall’estratto che ne fece il le Clerc, questo sistema ne parve pieno di paralogismi, e di calcoli erronei. L’anno stesso che vi si segna non è altrimenti bisestile, nè è a contatto di veruno dei bisestili vicini del periodo giuliano 2421, 2425. Se non che, fossero pur giusti c precisi questi calcoli, non avvi nè prova Tom. I. 3q*