DELLA STORIA SANTA 467 le lor grosse mura con intramettervi il legno alle pietre (Calrnet). <)gi. L’anno seguente agli otto del settimo mese, chiamato prima ethanim, poi tliischri, ch’equivale ai nostri mesi ili settembre ed ottobre, Salomone celebra la dedicazione del tempio, dopo di avervi fatto trasportare con pompa il tabernacolo e l’arca. La maestà del Signore riempie allora il tempio : il fuoco del cielo discende sulle vittime e le consuma. Questa festa che durò sette giorni, fu immediatamente susseguita da quella dei tabernacoli, ch’ebbe la stessa durata; e l’ottavo giorno di quest’ultima festa, Salomone congedò il popolo tìopo di averlo benedetto. Questo è il solo tempio che Dio abbia permesso agli Israeliti di edificargli , volendo con ciò alludere alla sua unità, c con questo intendimento egli vietò che se gli offerissero sagrifìzj in altro luogo. Ordinò che tutto il suo popolo venisse in questo tempio a tributargli i suoi omaggi tre volte all’ anno onde rimanesse convinto del suo (lominio supremo e della sua immensità. Salomone dopo di aver terminato il tempio , fabbrica anche il palazzo dei re la cui architettura era degna di si gran principe. La sua casa di diporto che si chiamava la casa del Libano era magnifica del pari e deliziosa. Il palazzo eh’ eresse per la regina fu pure una nuova decorazione per Gerusalemme. Tutto era grandioso in cotesti edifizj, le sale, i vestiboli, le gallerie, i passeggi, il trono del re, il tribunale ove si amministrava la giustizia. In questi lavori il solo legno che vi s’impiegava era il cedro: tutto risplendeva d’oro e di gemme. I cittadini del pari che gli stranieri ammiravano la maestà dei re d’Israele. La dedicazione del tempio viene dai settanta collocata dopo 1’ erezione di queste moli, le quali durarono tredici anni e mezzo, e per conseguenza non furono ultimate che nell’anno vigesimoquarto di Salomone; equesto sentimento viene adottato da Stilpizio Severo, e dal venerabile Reda; benché tuttavolta osso non sia il più certo. Salomone fonda delle città, di cui la più celebre è quella di l’almira o Tadmor presso l’Arabia deserta, della quale anche al presente si ammirano le rovine, e fortifica delle piazze sulle frontiere de'' suoi stati. Assog-