SULL’ ANNO ANTICO 285 diissima. La si trova pure nella versione illirica fatta nel g." secolo. Finalmente si rinviene nella versione Copta, la qual passa per antica d’assai, c eh’è posseduta dal Wilkins; di maniera che non resta più luogo a dubitarli che non sia questa la veridica lezione dei LXX; ed è probabile, che i copisti dell’ebraico testo abbiano mutato la voce di undécimo in quella di decimo, giacché nelle parole che immediatamente vi precedono sta scritto che le acque andavano sempre diminuendo fino al io.0 mese. A questo del tutto simile si è il cangiamento avvenuto nella Storia della Creazione. Il testo ebraico porta che Dio ultimò il giorno settimo tutta la sua opera, e clic si riposò il giorno .7.°, mentre dice altrove che Dio fece in 6 giorni il cielo e la terra, e che si riposò il giorno. Gli Ebrei ed i Cristiani parlano sempre-di quest’ul-tima guisa. Donde procede dunque che Mosè si esprime tanto diversamente nel primo di questi passaggi eli’ è il fiù essenziale? Tortjucnt se hic interpretes, come dice agio, giacché essi non vogliono riconoscere il menomo errore dell’amanuense nel testo ebraico. Ma il testo samaritano, l’antica versione siriaca fatta sull’ebraico, e la greca dei LXX, unanimamente dicono che Dio terminò la sua opera il 6.“ giorno. Così questo passo fu citato da Filone ebreo, da S. Ireneo, e da S. Barnaba, benché quest’ultimo abbia alcun poco cangiato il fine della citazione. Sembra pure che GioselTo abbia letto alla stessa guisa nell’esemplare del testo ebraico, poiché ecco come egli si esprime: Mosé racconta che Dio creò il mondo in 6 giorni con tutto ciò che vi si contiene, e che si riposò il giorno settimo. ( tov kou^o» ch^ reen tretaan tAauain xxi •jrtxvrcc vecm eewrà tpuaiyatiioci, rñ Se ejSìofiw etvwnxu seta rat.) Ciò che avviene tutto giorno a’nostri tipografi c copisti è pure accaduto ad un antico amanuense del testo ebraico. Tratto in errore dalla vicinanza de’due numeri nello stesso versetto, scriss’egli due volte il secondo nella storia della creazione, ed al contrario due volte scrisse il primo nella Storia del diluvio. La lezione dei LXX, essendo a questo modo stabilita, contiamo al presente sulla base della medesima. Avcn-de le acque mai sempre diminuito sino alla fine del io."