338 COMPENDIO CRONOLOGICO ine fiamma, acciò clic nè Adamo nè vcrun altro uomo vi potessero entrare per P avvenire. Evvi molta apparenza clic cotesto delizioso soggiorno, abbandonato una volta, sia ben presto divenuto simile ai paesi clic lo attorniavano , c clic se ne sia risentito pur esso della maledizione scagliata da Dio sulla terra a cagione della disobbedienza *di Adamo. 4962. Nascita di Caino. Èva gli dà questo nome nel porlo al mondo , e soggiugne : Ho posseduto un uomo per la grazia del Signore. 4961. Nascita di Abele. Questa voce è profetica, e suona afflizione. Abele si fa guardiano di pecore; Caino si addice all’ agricoltura. L’ uno e P altro offrono dei sa-grifizj al Signore. Caino lo presenta dei frutti della terra, ed Abele dei primi nati della sua greggia col lor grasso. Dio rifiuta i sagrifizj di Caino a causa delle male sue disposizioni, cd accetta quelli di Abele perchè offerti nella fede del Messia venturo. ( Ecco dunque i sacrilìzj e per conseguenza il culto esteriore stabilito sin dagli esordii del mondo, non per invenzione umana, ma per divina rivelazione. E veramente spettava a Dio di manifestare agli uomini la maniera con che voleva egli essere onorato esteriormente ; la ragione essendo per se stessa impossente, come lo esperimcnta ognuno in se stesso, per giungere a tale discernimento. È cosa verosimile al pari, che Dio abbia sin d’allora specificati gli animali, cui voleva gli fossero immolati, e di qui la distinzione di animali puri, ed impuri. Finalmente Dio fece conoscere agli uomini , che siffatti sacrifizj, da se stessi incapaci di onorarlo e placarlo, altro non erano che i tipi e le figure della vera vittima , clic in seguito dovea essere offerta pei peccati di tutto il mondo ). Furibondo per la preferenza che Dio accordava a suo fratello, Caino condusse Abele alla campagna c lo uccise. Così finì nell’età di 128 anni, soggetto, mistero di lutti il più inconcepibile, e senza il quale d'altronde noi siamo inconcepibili a noi stessi. In questo abisso si raggruppa c ripiega il nodo di nostra condizione, di guisa che l’uomo è più incomprensibile senza di questo mistero di quellp che questo mistero sia incomprensibile all’ uomo (Pcns. di Pascal).