ESTRATTO DELLA DISSERTAZIONE SULLA FORMA DELL’ANNO ANTICO (*) NCualunque sia la perfezione cui gli uomini abbian portato, o cui portar possano in avvenire le scienze e le arti, non può dubitarsi die estremamente semplici non ne sie-no stati gli csordj; cosa eh’è troppo conosciuta per non abbisognare di prova. Da questa regola generale non deve essere eccettuata la scienza dei tempi, giacché non v’ha dubbio che gli uomini ne han cominciato lo studio col prender le mosse dalle riflessioni più ovvie. Quando Dio creò il cielo c la terra, egli separò la luce dalle tenebre. Alla luce diede il nome di giorno, e quello di notte alle tenebre. Ma nel seguito il vocabolo di giorno divenne equivoco, e significa ora comunemente la luce e le tenebre comprese in una rivoluzione del Sole intorno la terra. In qualunque maniera cui ci piaccia rappresentarci i primi uomini, egli è impossibile ch’essi non abbian subito ravvisato questo alternativo e regolare ritorno della luce che li chiamava al lavoro e delle tenebre che gli invitava al riposo. Fu dunque Col mezzo di queste rivoluzioni, ossia per giorni , ch’essi calcolarono da principio il tempo, cd è ben probabile che abbiano considerato il (*) Cap. I, lib. VI. Ciouulugia della Storia Santa del des Vignules.