DELL’ AMERICA 3og tro un trinceramento, respinsero valorosamente il loro ai-tacco; ma spaventati dal numero sempre crescente ilei loro avversarii proposero condizioni di pace. Le accettarono gl’indiani, ma appena gl’inglesi deposero l’armi, si precipitarono loro addosso e li trucidarono tutti. Gli Jamassees altri confederati, dopo aver devastata la provincia di S. Bartolomeo, posero il loro campo in un sito detto Saltcalckers. Ivi inseguilli il governatore e diede loro battaglia; gl’indiani soffersero considerevole perdita, traversarono la Savannah e si ritirarono sul territorio spagnuolo ove rinvennero protezione. Questa guerra costò la vita a quattrocento coloni. L’assemblea confiscò le terre dei Jamassee e avendone fatta offerta ad alcuni emigrati inglesi, vennero a stabilitisi cinquecento Irlandesi; ed essi aveano già formati degli stabilimenti quando i proprietarii s’impadronirono di quelle terre per erigerle in baronie. Una parte di quegli sfortunati Irlandesi perirono di miseria, altri trovarono mezzo di trasferirsi nelle colonie del nord (■). 1716. Intesa da Craven la morte di suo fratello, sir Antonio Craven, affidò il governo a Roberto Daniel e partì per l’Inghilterra. Io quest’anno stesso lord Carteret fu creato palatino; Nicola Trott gran giudice, e Guglielmo Rhett ricevitor generale e controllore delle dogane. A quell’epoca fu dall’assemblea emanata una legge che regolava il commercio colle tribù indiane ed eletti furono dei commissarii che doveano applicarne il prodotto ai pubblici bisogni. Per antivenire il ritorno delle scene di disordine che aveano avuto luogo a Charlestown nelle ultime elezioni, fu deciso: ciascuna parrocchia nominasse un certo numero di rappresentanti e l’assemblea si componesse di soli trentasei membri. Questo modo di procedere nell’elezione fu graditissimo agli abitanti, ma non così ai membri del Consiglio, i quali pretesero infirmasse la loro iniluenza e nuocesse quindi al potere dei proprietarii. Dietro domanda di questi ultimi que’bill vennero poscia revocati. (1) Hewatts* South Carolinaj voi, I, cap. 5.