DELL’ AMERICA 289 tutti gl’indiani che dimoravano nella colonia c trattarli dolcemente (a). Ciò spiacque agli abitanti e particolarmente ai membri del Consiglio (3) interessati nel traffico degli schiavi, epperò attraversarono per quanto poterono le intenzioni benefiche dei proprietarii a tal che il governatore si vide obbligato a rivocare le lor commissioni ; ma que’fun-zionarii godevano di tanta popolarità, e talmente erano inaspriti i piantatori contra gl’indiani che Moreton rimase vittima del loro risentimento e venne nominato un’altra volta a governatore Giuseppe West. i6‘83, settembre. L’assemblea emanò una legge che aumentava il valore della moneta straniera e ordinava la sospensione di qualunque inquisizione per debiti contratti fuori di paese. Questa misura tanto contraria alla giustizia, destò in Inghilterra indignazione e fu abrogata per ordine dei proprietarii che destituirono tutti quelli che l’aveano appoggiata (4). i684- West ebbe a successore il cavaliere Riccardo Kyrie, Irlandese che morì sei mesi dopo il suo arrivo alla Carolina: e a questo fu sostituito Roberto Quarry, colonnello. Sotto l’amministrazione di quest’ultimo i Caroliniani misero in mare parecchi navigli armati in corso, i quali essendo stati per ordine di Carlo II interdetti, si abbandonarono alla pirateria. Pretendesi anche che sieno stati spinti a prendere tale partilo da parecchi dei principali abitanti, dai deputati dei proprietarii e dallo stesso governatore, benché in onta alle leggi internazionali, ed al senso letterale dei trattati conclusi colla Spagna, quei legni venissero ammessi nel porto di Charleston e vi comperarasscro armi, munizioni e quant’altro di cui abbisognavano. i685. I proprietarii istruiti della colpevole condotta delle autorità, congedarono il governatore Quarry e reintegrarono nel suo posto il landgravio Giuseppe Moreton. In quest’anno emigrarono alla Carolina molti protestanti francesi (?) che si stabilirono sulle sponde della riviera di Santee. (0 C/ialmers’ Annnls lib. I. c. 18. (2) Ramsay nella sua Storia della Carolina (Chaileslon 1809) cita T.° XVIII.0 P." III.’ io