DELL’ AMERICA 149 sfa; a.0 che nel dare la libertà ad uno schiavo, guarentirebbe il suo padrone ch’egli non rimarrebbe a peso della contea^ 3.° che niun ministro o magistrato mariterebbe un negro ad una bianca, sotto pena di ammenda di lire cento-, 4'° che nessun negro potrebbe allontanarsi al di là di dieci miglia dalla sua dimora senza permesso del suo padrone. Nel 1739 e nel susseguente la Società degli Amici iute insistette non solo contra l’importazione dei negri, ma altresì perchè non potessero essere comperati dopo ira-portati, lo che produsse una minorazione annuale di schiavi sino al 1776 in cui fu deciso dalla stessa Società che quelli de’suoi membri che ricusassero di francare i loro schiavi non più farebbero parte della Società degli Amici (1). In generale i negri che aveano ottenuta la loro libertà continuavano a rimanere presso i loro padroni e percepivano salario che non oltrepassava il prezzo del loro vestito. Il i.° marzo 1780 l’assemblea di Pensilvania fece sancire un atto per la graduale abolizione della schiavitù, nel quale è detto che i figli dei negri e mulatti saranno liberi dopo ventotto anni di servizio prestato ai loro padroni. Nel 1788 con una legge addizionale si dichiararono liberi gli schiavi delle persone che desiderassero stabilirsi nello stato, non avuto riguardo alla legge 1780. Nel 1789 fu organizzata una società per vegliare all’esecuzione di quelle leggi. Nel 1811 non c’erano che due soli schiavi in Filadelfia e lo erano per proprio loro consenso (2). iìì3i-2. Primi stabilimenti. Controversia intorno ai limiti della Pensilvania II cavai. Gio: Harvey governatore della Virginia dopo fatta esplorare la baia di Chesa-peake, visitò le piantagioni vicine degli Olandesi, e considerò il 4i° di latitudine nord come il limite settentrionale della sua provincia che stendevasi in vicinanza alla Nuova Amsterdam (Nuova York). Egli non fa parola di piantagioni sulla Delaware, quantunque i lordi del comitato (1) Memoirs of the historical society of Philadelphia, vol. I, part. 2. (2) Picture of Philadelphia Ji Mease, pag. 242. Philad., 1807.