DELL’ AMERICA 35g gana senza l’autorizzazione dei commissarii e di aver usurpate le rendite della corona. Nel 1680 egli fu processato dalla corte del re per alto tradimento contra lo Stato, ma a fronte della testimonianza di cinque degli accusatori fu assolto per l’interposizione di lord Shaftsbury, il quale osservò non esservi mai stato in Albemarle governo regolare. Sul principio del 1680 i proprictarii si avvisarono di istituire un governo temporario, nominando a presidente (iio: Ilarvey sino all’arrivo del nuovo governatore Seth Sathell sostituito nei diritti di lord Clarendon. Harvey, al contrario delle istruzioni avute dai proprietarii, procedette con molto rigore contra quelli ch’eransi compromessi nell’ ultima rivolta; alcuni vennero condannati a forti multe, altri a lunga prigionia, cd altri anche banditi dalla colonia. Soth01i fu preso dagli Algerini cd essendo stato richiamato Ilarvey, venne nel febbraro 1681 nominato Enrico fVilkinson a governatore di quella parte della Carolina che si stende dalla Virginia per cinque miglia al di là della riviera Pamlico; ma non potè esercitarvi la sua autorità. Avendo Sothell ottenuta la sua liberazione, giunse nel i683 in mezzo alla più assoluta anarchia; ma lungi dal migliorare lo stato della Colonia, segnalò, al dire di Chal-mers, la sua amministrazione con ogni specie di scandalo. Non fanno menzione gli annnali di un nome meritevole, egualmente che quello di Sothell, del biasimo della posterità; ingiustizie, corruzione, rapacità, disobbedienza agli ordini del governo sono altrettanti delitti di cui si rese egli colpevole per lo spazio dei cinque anni nei quali amministrò quella sfortunata colonia. Nel 1668 gli abitanti stanchi di lui s’impadronirono della sua persona per mandarlo in Inghilterra; ma a sua inchiesta fu processato dall’assemblea e convinto di parecchi delitti, bandito per un anno e dichiarato incapace per sempre ad esercitare le funzioni di governatore (1). Giusta Hewatt egli faceva arrestare come pirati i negozianti rispettabili della Barbada e dello Bcrmude per (1) Chalmers' Annals, lib. I, cap. 18.