CANTI ILLIRICI 167 Il furioso destriero montò: Trassero per l’ampia campagna 195 Lungo Rascia, lungo la fresc’acqua. Presero il pian di Prisrenda, Sotto lo Sciarra, l’alta montagna. Lontani nel piano erano: E vedeli Leca il capitano, 200 E tende il cannocchiale dalle lenti, Per guardare chi sia e donde sia. Ecco vede Leca il capitano Possenti cavalli e guerrieri. Come il cannocchiale all’occhio mise, 205 Conosce Leca i tre Serbi Signori; Conosce Leca; e gli fu maraviglia; E un po’ Leca impaurì. Grida Leca dalla candida gola; Grida Leca, e chiama i serventi: 210 Servi miei, aprite la porta; Servi miei, nella campagna correte. Vengono a me tre Serbi Signori; Non so che, nè come; Non so se il paese sia ’n pace. — 215 Presto i servi aperser la porta: Lontano nella campagna uscirono: Chinaronsi fino alla terra nera. Ma i Signori ne’ servi non guardano: Dalla porta i cavalli pinsero. 220 Allora i servi a lor sopraggiunsero, I possenti destrieri ritennero. Or passeggia Leca il capitano: Nel cortile i tre Signori rincontra: Le braccia aprono, e in viso si baciano; 225 Domandansi della forte salute: Per le bianche mani si presero,