460 CRONOLOGIA STORICA me al quale diede il nome di Ebenezer ossia Pietra del soccorso per rammentare che erano stati ivi condotti da Dio. La riviera era navigabile da grossi navigli che pescassero dodici piedi: e due piccoli ruscelletti la cui acqua era limpida come il cristallo, serpeggiavano l’uno traverso le fondamenta della ciltà, l’altro accanto e scaricavansi nell’Ebenezer. Al congiungersi di questo colla Savannali gettaronsi pure le fondamenta di un villaggio che si chiamò Abercorn. Oglethorpe e Vati Reek ritornarono a Savannali donde quest’ultimo trasferir fece i coloni entro scialuppe con armi, munizioni e quanto era necessario per fabbricar case e lavorare la terra. Nel 17 giunsero alla loro destinazione, c la città prese pure il nome di Ebenezer. 1734. Fu prima cura dei coloni di aprire una strada dalla città sino al villaggio di Abercorn distante dodici miglia. Si terminò questo lavoro nel giorno diecinove, benché si avesse dovuto atterrare gli alberi che ostruivano la strada e costruire sette ponti sovra altrettante riviere. In quello stesso giorno giunse alla tenda di Van Reck un grosso cavallo bianco, e nel 22 altro ne fu rinvenuto nei boschi. Ne aveano già parecchi ricevuti i coloni dagl’¡11-traprenditori e veniano impiegati a traspoi tare le provi-gioni sovra slitte da Abercorn ad Ebenezer. Nel cavo di un albero fu da un colono trovato dell’orzo in buona conservazione. Oglethorpe mandò ai Saltzborgbesi trenta vacche che gli avea date la colonia della Georgia pegli abitanti dell’isola d’Edisto. Nel 2 maggio i coloni ricevettero altre dieci vacche coi loro vitelli stati mandati dai magistrati di Savannah dietro gli ordini di Oglethorpe. Nel g una scialuppa recò loro dieci botti di grani; e all’indomane gl’indiani offrirono ad essi un daino. Nel primo maggio erasi tirato a sorte per la costruzione delle case. Tutto il paese era coperto di foreste di cedri, quercie. cipressi, noci, e pini, ma tanto distanti erano gli alberi gli uni dagli altri che poteasi senza inciampo percorrere dalle venti alle trenta miglia. Tra essi eranvi molti mirti (rnyrica cerifera), il cui grasso (là mediante ebollizione una cera verde ottima a far candele. Vedeasi inoltre gran copia di sassafras,