DELL’AMERICA altra le sue freccie, disse. Nostro padre, il gran re, dovrebbe sentire quanto sono per dire. Noi siamo i fratelli del popolo della Carolina; la stessa abitazione ci ospita tutti: e prendendo allora per mauo un giovinetto lo presentò al governatore dicendo: Noi, le mogli nostre e i nostri figli, siamo tutti figli del gran re Giorgio. Conduco meco questo fanciullo acciò che si rammenti quando sarà adulto, ciò di cui siamo in questo giorno convenuti e possa dirlo alla ventura generazione, essendo bene che sia conosciuto per sempre. Aprendo poi il suo sacco ch’era pieno di terra e deponendolo ai piedi del governatore disse: Noi cediamo di libera nostra volontà una parte di questa terra al gran re. 1 francesi vorrebbero le nostre possessioni ma noi le difenderemo finché rimarrà uno di noi in istato di combattere. Allora, mostrando il suo arco e le sue freccie, aggiunse: ecco le sole armi che abbiamo per difenderci; ma speriamo avrà il re pietà de’suoi figli i Cherokee e manderà loro fucili e munizioni. Noi non temiamo per nulla i Francesi: dateci armi e faremo la guerra ai nemici del gran re. OfTerse poscia al governatore una catena di Watn-pum ed aggiunse: Il mio discorso è finito; esso è la voce della nazione cherokee; spero vorrà il governatore inviarlo al re, e eh’esso si conserverà eternamente (i). Cotesta cessione, che abbracciava una ragguardevole estensione di territorio, permise ai Caroliniani di dilatare i loro stabilimenti. Il governatore indi a poco costruir fece il forte del Principe Giorgio a trenta miglia da Charle-stown sulle sponde delia Savannah non lungi dalla città indiana di Keowec. Quel forte comprendeva una caserma capace di cento uomini. Eravene un altro detto Forte Moore sullo stesso fiume, centoscttanta miglia più basso. L’arino dopo se ne edificò un terzo detto Forte Loudoun sul Tenassce a cinquecento miglia da Charlestown. 1756, 17 maggio. L’Inghilterra dichiarò guerra alia Francia. 1757. La società istituita alla Nuova Inghilterra per la propagazione del Vangelo inviò missionarii presso i Ciie- (1) Hewutts South Carolina, vol. II, cap. 10.